Discarica di Bonfol: Greenpeace ancora all’offensiva contro la chimica basilese
Stamane, verso le 07.00 una quindicina di ecologisti sono saliti sul tetto di un immobile della Ciba a Basilea esponendo un barile fumante come simbolo delle altre migliaia contenenti sostanze tossiche sepolti nella discarica di Bonfol.
Secondo un portavoce, con la consegna simbolica di 15 barili contenenti acqua alla Ciba, l’organizzazione ecologista intende fare pressione sull’industria chimica basilese affinché avvii al più presto i lavori di risanamento della discarica situata sul territorio del canton Giura.
Il 14 maggio scorso, un centinaio di attivisti di Greenpeace avevava già occupano gli stabilimenti dell’ex CISA situati nel comune giurassiano e il terreno vicino, adibito a discarica per le scorie tossiche prodotte da industrie chimiche basilese. I dimostranti esigevano la riconversione dello stabilimento in un centro per l’eliminazione delle scorie tossiche.
Nella discarica, aperta nel 1961 dalla Ciba e chiusa nel 1976, sono depositate 114mila tonnellate di rifiuti chimico-industriali. Oltre alle scorie degli stabilimenti di sette gruppi dell’industria chimica basilese – Novartis, Ciba specialità chimiche, Clariant, Roche, Rohner (Pratteln/BL), Saürefabrik (Schweizerhalle/BL) e Henkel (Pratteln) -, vi si troverebbero anche batterie dell’esercito svizzero e dell’industria orologiera, solventi e «deboli dosi di radio» utilizzato per i quadranti degli orologi.
swissinfo e agenzie
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.