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Due mesi decisivi alla Sabena per continuare a volare

Il governo belga, che è anche l'azionista di maggioranza con il 50,5 percento delle azioni contro il 49,5 percento detenute da SAirGroup, è impegnato ad assicurare il futuro alla Sabena Keystone Archive

Una 'finestra' di circa due mesi per varare un drastico piano di ristrutturazione e continuare a volare: è la soluzione-tampone incassata venerdì da Sabena, che ha ottenuto dal Tribunale del Commercio di Bruxelles il via libera ad un periodo di amministrazione controllata fino al 30 novembre.

La compagnia belga era già in gravi difficoltà prima degli eventi dell’11 settembre, ma è stata messa in ginocchio dalla crisi abbattutasi sul suo grande azionista privato Swissair (49,5 per cento del capitale), che non è più in grado di tener fede agli impegni assunti per la ricapitalizzazione di Sabena.

La protezione dai creditori fino a fine novembre offre alla compagnia la possibilità di non interrompere i servizi. Gli 80 milioni di euro di liquidità ancora disponibili le permetteranno di operare per altre tre-quattro settimane, il tempo necessario per sapere se la Commissione europea è disposta ad autorizzare il prestito-ponte da 125 milioni di euro (188 milioni di franchi) formalizzato venerdì dal governo belga.

La presidente del Tribunale del commercio Anne Spiritus-Dassesse ha oggi condizionato l’utilizzo della linea di credito governativa al via libera della Commissione, che ha ricevuto venerdì la notifica dell’intervento e si pronuncerà in tempi rapidi (probabilmente il 17 ottobre). Alcuni vettori europei, fra i quali Ryanair e Lufthansa, hanno protestato per il prestito di salvataggio, che ritengono in violazione della normativa Ue sugli aiuti di Stato.

I tempi, dunque, sono assai stretti per Sabena. La compagnia ha fatto sapere che presenterà entro il 15 novembre un piano di ristrutturazione, che dovrà essere approvato dai creditori perché il Tribunale possa accordare una seconda fase di amministrazione controllata.

«Vista la nuova situazione, ed in particolare il fatto che Swissair non ha potuto pagare la sua quota nel piano di ricapitalizzazione della società – ha sottolineato Sabena – il business plan dovrà essere rivisto, con l’adozione di provvedimenti ad ampia scala».

Nel frattempo, si susseguono le riunioni di emergenza del governo belga, azionista di maggioranza della compagnia, alla ricerca di una soluzione per la sua sopravvivenza: il premier Guy Verhofstadt ha spiegato venerdì che l’obiettivo del suo esecutivo è arrivare nelle prossime settimane alla creazione di una nuova società con l’ingresso di capitali privati. «Sono in corso – ha aggiunto – intense discussioni con alcuni investitori e presto dovremmo avere le idee più chiare».

swissinfo e agenzie

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