E lo SMI si frammenta
Dopo la riduzione del valore nominale minimo legale, alcuni pezzi grossi dell'economia svizzera hanno già annunciato lo splitting delle proprie azioni. Parecchi altri potrebbero farlo a corto termine. Quotazioni superiori ai 500 franchi dovrebbero divenire l'eccezione anche nello SMI, finora ben (troppo?) popolato di titoli a quotazioni molto alte.
C’è chi ha già chiarito la propria strategia borsistica. ABB, ad esempio, proporrà uno split 1 a 4 (nuovo valore nominale fr. 2.50); Nestlé opta invece per un 1 a 10 (nuovo valore fr. 1.-); Novartis 1 a 40 (fr. 0.50); Roche 1 a 100 (fr. 1.-); Swatch Group e UBS combineranno un rimborso agli azionisti con uno splitting 1 a 10 nel primo caso e 1 a 3 nel secondo.
E non è finita qua: anche Julius Bär e Adecco stanno studiando l’eventualità di frammentare le proprie azioni. Senza dimenticare tutte le altre aziende non quotate nello SMI (come ad esempio la banca Coop o la banca Vontobel). Se nel 1999 erano stati soltanto 5, nel 2000 si sono contati una trentina di splitting sui mercati svizzeri. E quest’anno, con la nuova norma introdotta il primo maggio, il fenomeno potrebbe dilagare.
Alcuni esperti hanno stimato che ben 13 società dello SMI, principalmente quelle a corso molto elevato e quotate anche all’estero, potrebbero rivoluzionare la suddivisione del loro capitale. La scelta di mantenere le quotazioni dei titoli a livelli stratosferici (per prestigio, per evitarne una circolazione eccessiva, per conoscere gran parte degli azionisti) è ormai retaggio di un’altra epoca: oggi le società necessitano di capitali sempre maggiori e di una base d’azionisti diversificata.
I servizi stampa di Nestlé e di Swatch Group, contattati da swissinfo, hanno sottolineato l’importanza di questo cambiamento strategico: “popolarizzare l’azione rendendola più liquida”. Alla Swatch, oltre allo splitting, si intende rimborsare parte del valore nominale agli azionisti. Un regalo fiscale? “In un certo senso sì. Abbiamo voluto ricompensare chi ha creduto in noi” riferisce una portavoce del gruppo.
Qual è l’opinione degli esperti del settore? Raoul Paglia, procuratore e gestore di un fondo sul mercato elvetico per la BSI, e Aldo Visani, responsabile dell’analisi macro-economica per la Banca del Gottardo, sono concordi su un fatto: “Si assisterà ad uno sviluppo del capitalismo popolare”. Secondo Aldo Visani, alcune quotazioni erano diventate letteralmente impossibili per certe categorie di investitori. “Ora invece l’accessibilità al capitale delle grandi società svizzere non potrà che aumentare”.
Da parte sua Raoul Paglia sottolinea l’importanza di uniformare la legislazione svizzera a quella internazionale. All’estero, in molti casi, non esiste neppure un valore minimo. Il limite di 10 franchi applicato in Svizzera era dunque ormai superato.
Come reagirà la borsa? Raoul Paglia e Aldo Visani concordano anche su questo: “Non ci saranno particolari influenze sul mercato”. Le quotazioni dei singoli titoli dipenderanno, come sempre, dai fondamentali macroeconomici e dalla salute delle varie società. Operazioni di “make-up” come questa potrebbero però avere delle ripercussioni sull’andamento dei singoli titoli a corto o cortissimo termine. Per la gioia dei più attenti speculatori.
Marzio Pescia
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