The Swiss voice in the world since 1935

Effetto Euro: la Svizzera invasa dagli evasori europei

Per fuggire dal fisco molti tedeschi aprono un conto in Svizzera Keystone

Sempre più cittadini tedeschi depositano i loro marchi su conti svizzeri per evitare il fisco. Dal 31 dicembre sarà necessario il passaggio allo sportello della Banca centrale europea per la trascrizione in Euro. Per non far emergere i capitali in nero e dunque è partita la corsa all'oasi fiscale. Questo è quanto risulta da un'inchiesta del settimanale domenicale SonntagsZeitung.

I soldi in nero dei tedeschi passano il confine e “invadono la Svizzera”, così titola l’edizione di domenica, la zurighese SonntagsZeitung. Ai passaggi doganali tra Germania e Svizzera sono infatti aumentati i fermi di persone con cifre considerevoli, nascoste nel cruscotto o sotto il tappetino dell’automobile.

Si tratta generalmente di cifre elevate, ma non di milioni, che lasciano il paese per trovare un posticino in un conto svizzero. Il fisco tedesco riconduce il fenomeno all’economia sommersa che cerca rifugio, al sicuro dal pericolo Euro.

Molti infatti in Germania svolgono seconde attività retribuite che non vengono dichiarate, raccogliendo introiti considerevoli. Spesso si tratta di impiegati o artigiani insospettabili che riescono ad evadere le tasse attraverso pagamenti e scambi in contanti.

Ma con il passaggio alla nuova valuta europea è necessario portare questi fondi allo scoperto per la loro conversione e dunque nasce il problema. Che fare? La Svizzera, nota la SonntagsZeitung, offre condizioni privilegiate. Infatti tutti i conti in valuta estera verranno automaticamente convertiti in Euro, senza passare per banche dell’Unione europea.

Inoltre le somme troppo piccole scappano nelle maglie dei controlli interni. Qualche decina di miglia di marchi non bastano a far supporre frode o furto. Inoltre la fuga dal fisco estero non è riconosciuta come reato dal diritto elvetico.

Le requisizioni in marchi crescono in maniera esponenziale con l’avvicinamento del 31 dicembre. Solo alle dogane di Lörrach e Weil am Rhein sono stati confiscati dai doganieri nella prima metà di quest’anno 17 milioni di marchi. Nel 2000 erano stati 28 milioni in tutto.

La “manna finanziaria”, conclude la SonntagsZeitung non è solo un bene per la piazza finanziaria elvetica. Dopo gli scandali dei dittatori del terzo mondo e poi dei fondi ebraici, le banche svizzere erano riuscite a ripulire la loro immagine.

Con un impegno significativo e con l’istituzione di istanze di controllo si è combattuto attivamente per riottenere la credibilità. Questo nuovo flusso potrebbe intaccare le conquiste degli ultimi anni.

Daniele Papacella

Articoli più popolari

I più discussi

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.

Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR