eGovernment: nuova strategia delle autorità federali
Un nuovo progetto di strategia informatica del governo viene discusso per la prima volta online.
Il governo vuole introdurre l’informazione elettronica nei rapporti fra le autorità e i cittadini. La domanda cruciale è tuttavia, come? Obiettivi e principi sono in discussione fino al 7 novembre, per la prima volta online, per tutti. Partiti, organizzazioni e singoli individui sono invitati a commentare il progetto. Contemporaneamente è possibile anche rispondere e visionare altri commenti.
Il governo vuole attingere al potenziale della moderna attività governativa e amministrativa per mezzo dell'”eGovernment”. L’informazione per i cittadini deve essere migliorata: servizi e prestazioni devono essere accessibili 24 ore su 24 e in modo più diretto. Lo scopo è quello di far partecipare un maggior numero di persone ai processi politici.
Visioni e ripercussioni
Il progetto è visionario e ambizioso. “L’eGovernment crea maggiore trasparenza e contribuisce a promuovere la fiducia nella moderna attività governativa e amministrativa” si legge nell’introduzione dei responsabili alla nuova strategia.
“L’eGovernment rende i rapporti nella società più aperti e più democratici, aumentando l’attrattività della comunità e della piazza svizzera”. Inoltre la Svizzera ambisce a svolgere un ruolo guida a livello internazionale.
Per il momento le ripercussioni dell’eGovernment non sono prevedibili. Ci si muove ancora a livello di aspettative. I responsabili sperano ad esempio di eliminare i processi di lavoro in doppio e sopprimere le gerarchie. Comunque, è un dato di fatto che le esigenze professionali sono aumentate, mentre la richiesta di personale meno qualificato diminuisce. .
Gli esperti ritengono che l’eGovernment cambierà il rapporto fra i cittadini e le autorità e si aspettano più trasparenza, meno corruzione e maggiore partecipazione da parte della popolazione.
Vantaggi per la Quinta Svizzera
“Per gli svizzeri all’estero l’eGovernment semplifica molto il contatto con le autorità”, afferma Alessia Radaelli dell’Organizzazione degli svizzeri all’estero. Spesso questi concittadini all’estero non sapevano infatti chi fosse responsabile di un determinato settore e quindi a chi rivolgersi. Con l’e Government questa ricerca sarà molto più veloce.
Ma c’è di più. Tutto quanto finora veniva fatto tramite il consolato, si potrà sistemare in modo rapido e diretto con l’eGovernment. Domande relative al servizio militare, ad esempio o schiarimenti sulle assicurazioni sociali. In questo modo, secondo Alessandra Radaelli, i consolati perderanno in parte il loro ruolo di filtro e di organo di trasmissione di certe informazioni.
Per gli svizzeri all’estero sarà ancora più importante l’eVoting, la partecipazione elettorale e il voto via Internet. “Questa è la nostra priorità assoluta”, dice Alessia Radaelli, “per i connazionali all’estero è la cosa più importante”.
Musica del futuro
La possibilità di eleggere deputati via Internet o di approvare o respingere progetti di legge non è tuttavia imminente. Ci vorrà tempo. Prima bisogna perfezionare la firma digitale, poi procedere ai primi test.
Uno degli obiettivi principali dell’e Government è il risparmio dei costi, semplificando l’iter amministrativo. Ma ciò funzionerà solo quando lo sportello virtuale verrà davvero utilizzato. In Svizzera, circa la metà degli abitanti fa uso dell’Internet, con una tendenza al rialzo. C’è però anche chi preferisce il contatto umano e non desidera rinunciarvi. Il passaggio dallo sportello “dal volto umano” a quello virtuale è tutt’altro che semplice.
Rebecca Vermot
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