Expo.02, un motore per le città che l’accolgono
Bienne, Yverdon, Morat, Neuchâtel e il Giura... le regioni che ospiteranno l'esposizione nazionale investono, creano, costruiscono, rinnovano a un ritmo per niente abituale - un impulso che viene da Expo.02.
“Expo.02 ci impedisce di dormire” afferma Antoine Grandjean, consigliere municipale di Neuchâtel. “È un motore, un motore turbo” aggiunge il sindaco di Yverdon, Olivier Kernen. Al di là delle costruzioni direttamente legate all’esposizione, le città che accolgono la manifestazione hanno investito enormemente anche in progetti duraturi.
A Neuchâtel, l’esempio più evidente è la Fun’ambule, una funicolare creata in previsione dell’esposizione nazionale, per portare i visitatori dalla stazione all’arteplage, in riva al lago. In funzione dall’aprile del 2001, permette pure di spostarsi dalla stazione al centro-città o all’università.
Rispolverare i vecchi progetti
Ma più spesso, Expo.02 ha avuto l’effetto di un colpo d’acceleratore. Molti progetti dormivano nei cassetti degli uffici comunali, alcuni erano in corso- e ora sono stati concretizzati.
“A Yverdon abbiamo potuto realizzare certe infrastrutture di base, come la Piazza della Stazione e l’Avenue della Stazione”, spiega Olivier Kernen, “progetti che erano in gestazione da una quarantina d’anni! Expo.02 è stata, finalmente, l’occasione per dar loro vita”.
Altro esempio: il centro-città di Bienne è stato interamente rifatto. Parecchi edifici, come per esempio il centro PasquArt, sono stati rinnovati. È stata rimessa a posto la zona tra la stazione e il lago. Insomma, secondo il sindaco Hans Stökli, la città ha investito in totale circa 150 milioni di franchi in progetti duraturi.
Cadono le barriere
Anche la rete stradale, con le autostrade A1 e A5, e quella ferroviaria, con Ferrovia 2000, hanno pure approfittato di questi impulsi. L’esposizione nazionale rappresenta una scadenza che non si può rinviare… Ma Expo.02 ha pure un altro effetto, senza dubbio legato al suo carattere effimero e eccezionale: le barriere cadono più facilmente. “Incontriamo una minore opposizione” conferma Hans Stöckli. “Soprattutto gli ambienti politici sono più entusiasti, e si esita meno prima di investire”.
Il Giura e Morat, due casi particolari
A Morat, l’impulso è nettamente meno evidente. “Morat è già una località turistica, c’erano poche trasformazioni da fare” spiega la presidente dell’esecutivo, Christiane Feldmann. Inoltre, è un piccolo comune di 5500 abitanti, che ha pochi mezzi”. E quindi, il solo investimento degno di nota, è quello del passaggio della stazione.
Nemmeno il Giura ha realizzato investimenti in costruzioni durature, ma per delle ragioni del tutto diverse… “Logico, visto che si tratta dell’arteplage mobile di Expo.02”, precisa Pierre-Alain Berret, delegato per l’informazione. “Come infrastruttura, abbiamo unicamente la nave pirata, che in seguito verrà smontata”.
Qui, il dinamismo è essenzialmente incentrato sull’immagine. Il Giura vuole presentarsi come un cantone creativo e aperto. E vuole approfittare della carica di ambasciatore di Expo.02 del ministro giurassiano Jean-François Roth, per trasmettere questo messaggio.
Alexandra Richard
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