Fa meno paura la febbre aftosa nel Regno unito. Allentate le restrizioni all’importazione
Visto il miglioramento della situazione, la Svizzera ha deciso di allentare le misure precauzionali contro l'afta prese nei riguardi della Gran Bretagna. I cavalli inglesi potranno essere di nuovo importati, purché non siano stati a contatto con animali ungulati. L'importazione di pecore, capre e prodotti derivati dal latte resta invece proibita.
Questa decisone vale anche per L’Irlanda del nord ed entra in vigore immediatamente, ha precisato giovedì in un comunicato l’Ufficio federale di veterinaria (UFV). Le importazioni dall’Olanda di prodotti derivati da latte e carne sarà invece permessa dal 25 agosto.
L’importazione dei cavalli, i quali non contraggono la malattia, era stata momentaneamente sospesa dall’UFV poiché esisteva a suo avviso il pericolo che la patologia si propagasse ugualmente sfruttando i veicoli di trasporto di questi animali: paglia e letame sono mezzi di propagazione, come anche i copertoni degli autocarri nei quali le bestie sono imbarcate prima del viaggio.
La guardia non verrà abbassata però per l’importazione di ungulati, come pecore e capre: ciò vale anche per prodotti derivati da latte non pastorizzato e carne di tali animali. Su questo fronte la situazione in Gran Bretagna è lungi dall’essersi normalizzata, indica l’UFV.
A fine maggio Berna aveva deciso di togliere le misure protettive per l’importazione di ungulati viventi per tutti gli altri paesi Ue. Misure di controllo alle frontiere sono state tuttavia mantenute per i prodotti derivati dal latte.
Solo in Europa, da febbario di quest’anno la febbre aftosa ha costretto le autorità sanitarie ad abbattere tre milioni di capi. I costi di questa operazione ammontano a 1,2 miliardi di franchi.
swissinfo e agenzie
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