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Fondi ebraici: i punti ancora in discussione per arrivare ad un accordo

Il risarcimento dei lavoratori forzati, impiegati in Svizzera ed all'estero da imprese elvetiche, resta secondo il giudice americano Edward Korman il punto più controverso tra i sopravvissuti dell'Olocausto e le grandi banche.

Se non si giungerà ad un’intesa a questo proposito, Korman non riconoscerà quali parti integranti dell’accordo né gli emendamenti alle raccomandazioni della commissione Volcker, né l’inclusione delle compagnie d’assicurazione.

Gli avvocati dell’UBS e del Credit Suisse avevano affermato che le banche non potevano, in nessun modo, costringere le ditte sospettate di aver impiegato mano d’opera forzata a pubblicare i propri archivi. Secondo gli istituti bancari, gli 1,25 miliardi di dollari pattuiti, coprivano anche le rivendicazioni di questa particolare categoria di persone.

Da parte sua il giudice Korman chiede alle ditte elvetiche coinvolte, di mettere a disposizione i propri archivi per potere regolare i casi che dovessero presentarsi. A suo modo di vedere si tratta unicamente di un atto di buona volontà.

Le parti hanno ora sette giorni di tempo per trovare un’intesa che permetterà la definitiva entrata in vigore dell’accordo.

swissinfo e agenzie

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