The Swiss voice in the world since 1935

Fondi ebraici: UBS e Credit Suisse accettano l’accordo globale

swissinfo.ch

UBS e Credit Suisse Group (CSG) hanno ufficialmente accettato venerdì gli emendamenti all'accordo globale sui fondi ebraici in giacenza, formulati dal giudice di New York Korman. Le due banche hanno tuttavia criticato l'operato del magistrato americano.

A loro avviso, Korman non era abilitato a far dipendere l’entrata in vigore dell’accordo da condizioni supplementari, estese esplicitamente all’insieme del Paese.

In un comunicato congiunto, UBS e CSG negano di aver distrutto documenti per sottrarsi ai loro obblighi. In proposito osservano che la Commissione Volcker non ha fornito indicazioni in tal senso. Proprio la commissione ha ridotto da 54 mila a 46 mila il numero dei conti bancari che potrebbero avere un legame con le vittime dell’Olocausto.

Le due grandi banche elvetiche rilevano infine che non c’è alcuna prova che faccia supporre che gli averi bancari delle vittime dell’Olocausto superino l’importo di 1,25 miliardi di dollari, pattuito nell’accordo globale.

Proprio venerdì scade il termine di sette giorni che il magistrato ha dato alle parti per prendere posizione sull’intesa che concreta l’accordo di massima raggiunto due anni or sono da UBS, CSG, avvocati dei querelanti e rappresentanti delle organizzazioni ebraiche.

In discussione vi erano solo ancora gli annessi (Amendments) in particolare il numero II, che regola i costi di procedura (Claim Resolution Tribute) per l’accesso dei beneficiari al fondo loro destinato (Settlement Fund).

Le banche non dovranno risarcire questi costi, che saranno così direttamente a carico del fondo. In cambio gli istituti verseranno in una sola volta l’importo non ancora corrisposto di 617 milioni di dollari, che aggiunti a quanto pagato nelle prime due rate (uno e due anni fa) arrivano a costituire la somma di 1,25 miliardi di dollari, su cui si sono intese le parti. Grazie al pagamento anticipato il fondo potrà contare su maggiori interessi.

Gli ultimi punti ancora in sospeso, relativi alle società assicurative, saranno negoziati direttamente dalle banche. Pure separata è la questione sollevata da Korman sugli archivi delle aziende elvetiche che attraverso le loro filiali in Germania hanno impiegato lavoratori forzati. Sarà il giudice a dover stabilire se queste imprese usufruiranno della protezione dell’accordo contro nuove denunce di vittime del nazismo. Il termine per soddisfare le richieste di Korman scade, in questo caso, il 25 agosto.

Per quanto riguarda le banche, quando il giudice newyorchese accoglierà l’assenso degli istituti si passerà ad una nuova fase: Judah Gribetz, lo «special master» incaricato da Korman, avrà tempo 30 giorni per stabilire un piano di distribuzione del denaro. I primi versamenti concreti ai beneficiari non sono comunque previsti prima della fine dell’anno.

swissinfo e agenzie

Articoli più popolari

I più discussi

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.

Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR