Formazione e Avs o risanamento del debito: le proposte del Consiglio federale per le riserve eccedentarie di oro
Il Consiglio federale ha messo in consultazione due varianti per l'utilizzo delle 800 tonnellate d'oro della Banca Nazionale Svizzera (BNS) non destinate alla Fondazione Svizzera solidale.
Il 10 maggio scorso, il Governo aveva preso una decisione definitiva circa il finanziamento della Fondazione Svizzera solidale, tagliando corto con le diverse speculazioni politiche, sull’impiego delle 1’300 tonnellate d’oro delle riserve eccedentarie della BNS. Aveva quindi stabilito che 500 tonnellate di quell’oro costituissero, una volta vendute, un capitale il cui rendimento servisse a finanziare la Fondazione. Per le rimanenti 800 tonnellate, aveva scelto due varianti, tra le cinque proposte da un gruppo di esperti interni all’amministrazione.
Ora, dopo aver sentito nel frattempo il parere della Conferenza dei direttori cantonali delle finanze, il Consiglio federale ha deciso di aprire la procedura di consultazione sulle due varianti da esso scelte: utilizzazione temporanea dell’oro per misure nel campo della formazione e per prestazioni transitorie dell’AVS, oppure per una riduzione del debito pubblico di Confederazione e Cantoni.
La prima variante prevede che i rendimenti prodotti dal 2004 al 2005 (almeno 600 milioni di franchi all’anno) dal capitale ricavato dalla vendita delle 800 tonnellate d’oro, servano a finanziare la formazione nelle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Lo scopo dovrebbe essere quello di assicurare l’accesso alle nuove tecnologie ad ampi strati della popolazione. I campi d’applicazione principali sono tre: perfezionamento degli insegnanti, sviluppo di programmi educativi e formazione delle persone che hanno difficoltà d’accesso alla formazione tradizionale.
Al termine del periodo d’applicazione di queste misure nel campo della formazione, i rendimenti del capitale (che dovrà rimanere immutato) saranno impiegati per dodici anni per finanziare prestazioni transitorie nel campo dell’AVS, tendenti ad attenuare gli effetti negativi sul piano sociale degli adattamenti strutturali della stessa AVS.
I beneficiari saranno persone con limitate possibilità d’occupazione a causa dell’età avanzata, o di un’invalidità parziale, o della disoccupazione di lunga durata, o di una prolungata interruzione dell’attività professionale. Sarà poi necessaria una nuova decisione per definire l’impiego delle stesse risorse finanziarie dopo il 2016 o il 2017.
La seconda variante prevede invece che il controvalore delle 800 tonnellate d’oro sia utilizzato per ridurre l’indebitamento pubblico. Questa variante è quella preferita dai Cantoni, i quali vogliono che anche in questo caso venga applicata la chiave di ripartizione degli utili della BNS fissata nella Costituzione, vale a dire un terzo alla Confederazione e due terzi ai Cantoni. Nel caso venisse accettata questa variante, sarebbe possibile o rimborsare subito una parte dei debiti pubblici e risanare rapidamente i bilanci, oppure investire il denaro in modo da ottenere rendimenti superiori agli interessi pagati sul debito pubblico.
I Cantoni ovviamente insistono per questa seconda possibilità, che darebbe loro una maggiore libertà di manovra, sia per comprimere i debiti, sia per ridurre le imposte o per far fronte a nuovi compiti. La vendita delle 1’300 tonnellate d’oro eccedente della BNS è già cominciata e proseguirà gradualmente per alcuni anni. Il ricavato totale della vendita dovrebbe attestarsi sui 16 miliardi di franchi.
Silvano De Pietro
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