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Forte crescita dell’economia svizzera lo scorso anno

La debolezza dell'edilizia ha penalizzato la produzione di beni, risultata meno dinamica rispetto alla crescita globale dell'economia svizzera. SBV/SSIC

La crescita dell'economia svizzera è rimasta sostenuta nel 1999. Secondo le prime stime dell'Ufficio federale di statistica (UST), il Prodotto interno lordo (PIL) è progredito del 2,1 per cento a 389 miliardi di franchi.

A trainare la progressione del PIL hanno contribuito in particolare il settore terziario ed i consumi privati Corretta dell’inflazione, la crescita è stata pari all’1,5 percento, con un PIL di 335 miliardi.

«I primi calcoli provvisori ridimensionano le previsioni iniziali di un rallentamento dell’economia nel 1999», sottolinea martedì l’Ufficio federale di statistica (UST). Essi evidenziano una vitalità della crescita, «sempre a livelli molto alti», osserva ancora l’UST.

Per la prima volta dal 1994, il valore aggiunto a prezzi correnti delle imprese non finanziarie (produttori di beni e servizi non finanziari) aumenta allo stesso ritmo della media nazionale. Questo soddisfacente risultato è da attribuire al dinamismo delle imprese attive nel settore dei servizi e più precisamente nelle attività immobiliari, nell’informatica e nelle comunicazioni. Meno dinamica risulta invece la produzione di beni, penalizzata dalla debolezza nell’industria meccanica e nell’edilizia.

Nel 1999 il contributo degli intermediari finanziari alla crescita è risultato importante, ma meno determinante dei due anni precedenti. La produzione a prezzi correnti è aumentata a un ritmo vicino a quello del 1998, in particolare grazie alle operazioni effettuate per conto di non residenti. Sui risultati del ramo hanno pesato le spese informatiche per il passaggio al 2000 e la realizzazione di piattaforme elettroniche particolarmente sofisticate. Il valore aggiunto è quindi aumentato meno che nel 1998, sia a prezzi correnti che a prezzi costanti.

Le compagnie di assicurazione hanno sofferto della particolare situazione del settore «danni», che costituisce circa il 50 percento del valore aggiunto del settore. Oltre a subire l’erosione dei margini, dovuta ad una crescente concorrenza, questo ramo ha versato notevoli indennità per i grandi sinistri verificatisi nel 1999 (valanghe, inondazioni, uragano Lothar).

È sceso il valore aggiunto a prezzi correnti delle pubbliche amministrazioni. Una tale situazione si era prodotta un’unica volta nel decennio. Gli sforzi di risanamento, mossi a livello federale, cantonale e comunale, si traducono globalmente in una lieve diminuzione dei costi del personale ed in un moderato aumento degli acquisti da terzi. La quota delle pubbliche amministrazioni nel PIL si riporta così al livello del 1990, sia a prezzi correnti che a prezzi costanti. Il tetto massimo era stato raggiunto nel 1996.

La domanda interna, che comprende i consumi finali e gli investimenti, è progredita ad un ritmo nettamente inferiore a quello dell’anno precedente. I consumi delle economie domestiche, che rappresentano più del 60 percento del PIL, sono progrediti del 2,4 percento a prezzi correnti, segnando l’incremento più elevato dal 1992. Ai prezzi del 1990 la progressione è stata del 2,2 percento.

Dal canto loro, gli investimenti fissi lordi hanno registrato un aumento limitato all’1,8 percento ai prezzi del 1990, a causa del forte calo nell’edilizia. Gli investimenti in beni strutturali sono invece nuovamente aumentati ad un ritmo sostenuto.

La bilancia commerciale (esportazioni meno importazioni di beni) ha registrato un deficit nettamente inferiore all’anno precedente. Il 1998 era stato contrassegnato da importazioni massicce di oggetti di valore. Il deficit commerciale totale passa da 2,3 miliardi nel 1998 a 423 milioni nel 1999.

swissinfo e agenzie

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