Galleria del Gottardo: la sicurezza assoluta non esiste
Per il presidente della Confederazione, solo il divieto del transito di autocarri al Gottardo permetterebbe di evitare incidenti. Una misura improponibile.
Moritz Leuenberger si è presentato mercoledì davanti alla stampa a Palazzo federale per manifestare la propria commozione e il cordoglio per le vittime dell’incidente nella galleria del San Gottardo. “Una tragedia dalle dimensioni di quella avvenuta al Monte Bianco non si è per fortuna verificata, perché le misure di sicurezza hanno funzionato. Molta gente ha potuto fuggire attraverso il cunicolo di sicurezza.”
Leuenberger ha detto che le prime richieste politiche per un raddoppio del San Gottardo si sono già manifestate. Ma il presidente della Confederazione ha subito messo in guardia: un secondo tunnel aumenterebbe certo la sicurezza, ma questo non è un elemento decisivo. “La sicurezza assoluta contro questo tipo di incidenti esisterebbe soltanto se chiudessimo il Gottardo al transito degli autocarri.”
Inoltre, ha fatto notare Leuenberger, se anche decidessimo di costruire una seconda galleria, ci vorrebbero 10-20 anni. Per Il presidente della Confederazione e ministro dei trasporti, la task force allestita dalle autorità federali all’indomani dell’incendio del Monte Bianco ha formulato una serie di proposte valide e alcune di esse sono già state applicate.
Ad esempio, si sta costruendo un tunnel di sicurezza al San Bernardino, dove è stata deviata parte del traffico subito dopo l’incidente del Gottardo. Un’altra misura che si pensa di applicare è quella della distanza minima di 150 metri da rispettare fra un autocarro e l’altro. Una misura che comunque nell’incidente del Gottardo non sarebbe servita, visto che si è trattato di uno scontro frontale.
Leuenberger ha fatto anche notare che il Gottardo non è l’unico tunnel unidirezionale in Svizzera. La via scelta dal governo resta dunque quella del miglioramento delle misure di sicurezza e del trasferimento progressivo del traffico pesante dalla strada alla ferrovia. E la ferrovia, ha aggiunto Leuenberger, sarà chiamata nei prossimi mesi ad aumentare la propria offerta per assorbire attraverso il suo sistema di autostrada viaggiante una parte delle decine di migliaia di camion che sarebbero dovuti transitare attraverso questo asse nord-sud. Questo incidente indurrà peraltro anche a un riesame della situazione nelle gallerie ferroviarie.
Il presidente della Confederazione ha anche avuto un colloquio telefonico con il consigliere di stato ticinese Marco Borradori, favorevole al raddoppio del Gottardo. Borradori ha però promesso a Leuenberger di non strumentalizzare l’incidente in funzione di questa esigenza politica. Altri non esiteranno nei prossimi giorni a farlo al suo posto.
Mariano Masserini
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