Gestire in comune il traffico attraverso le Alpi
È il principio adottato da Germania, Francia, Italia, Austria e Svizzera, dopo la catastrofe del San Gottardo.
Riuniti venerdì a Zurigo, i ministri dei trasporti dei quattro paesi si sono accordati su una serie di misure concernenti la sicurezza del traffico merci stradale ed il trasferimento di questo su ferrovia.
L’incontro tra i ministri dei trasporti dei paesi dell’arco alpino è stato promosso dal presidente della Confederazione e ministro dei trasporti svizzero, Moritz Leuenberger, a seguito del grave incidente verificatosi il 24 ottobre nella galleria stradale del San Gottardo. L’obiettivo prestabilito era quello di migliorare la sicurezza del traffico transalpino, grazie all’assunzione di provvedimenti comuni e coordinati. Al termine dell’incontro, cui ha preso parte anche la commissaria europea dei trasporti, Loyola de Palacio, i cinque ministri hanno sottoscritto una dichiarazione comune.
Tale documento non scende nei dettagli dei provvedimenti auspicati, ma indica un impegno comune ad attuarli. La parte più importante del contenuto della dichiarazione prevede due ambiti d’intervento. Il primo, relativo alla sicurezza del traffico stradale, menziona una serie di misure relative alla sicurezza delle gallerie, all’equipaggiamento dei veicoli e alle condizioni di lavoro dei conducenti di mezzi pesanti. In particolare, c’è l’intenzione di applicare più rigidamente le norme in vigore, rafforzare i controlli, giungere ad un abbassamento del limite di alcolemia per gli autisti di professione e creare un registro centralizzato delle infrazioni concernenti la sicurezza.
Sempre in quest’ambito d’intervento, i ministri partecipanti al vertice hanno discusso di come organizzare i flussi di traffico sulle strade alpine, in modo da raggiungere una sicurezza ottimale ed evitare formazione di colonne. A tal fine, i ministri hanno auspicato la pianificazione comune di itinerari alternativi o sostitutivi in caso di congestione o di gravi incidenti su determinati assi di transito.
Naturalmente, dovrà funzionare perfettamente una cartografia comune ed lo scambio reciproco d’informazioni. L’altro ambito d’intervento è il trasferimento del traffico pesante su ferrovia. I cinque ministri hanno dichiarato di voler facilitare le possibilità di sviluppo del trasporto combinato strada-ferrovia, accompagnato o non accompagnato, viste le limitate capacità delle strade alpine. Sono state considerate le possibilità sia di migliorare l’attrattiva e la qualità dell’offerta ferroviaria, sia di accordare adeguati sostegni finanziari a tale politica, sia di sostenere lo sviluppo di nuove tecnologie o d’innovazioni nel campo del trasporto combinato.
Il ministro dei trasporti italiano, Pietro Lunardi, ha dichiarato la piena disponibilità dell’Italia a collaborare ad un progetto integrato di questo tipo, che possa trovare attuazione da Ventimiglia a Trieste. Per il resto, Lunardi ha detto – riferendosi alla riapertura della galleria del Gottardo e alle misure di regolazione del traffico pesante nelle gallerie transalpine (limiti di velocità, passaggi alternati, percorsi alternati, ecc.) – che comunque, secondo lui, occorre dare la precedenza ai problemi della sicurezza rispetto a quelli ambientali.
Interessante anche la proposta del ministro francese Jean-Claude Gayssot, secondo il quale non bisogna limitarsi a promuovere il trasferimento del trasporto combinato strada-ferrovia attraverso le Alpi, ma occorre sviluppare una “politica intermodale”, cioè studiare nuove e diverse modalità di trasporto, utilizzando tutte le alternative possibili (per esempio: si potrebbe sviluppare il trasporto combinato strada-nave, in alternativa ai percorsi unicamente terrestri, per il traffico tra Spagna, Francia e Italia, in modo da alleggerire il carico ambientale sui valichi dei Pirenei e delle Alpi).
Silvano De Pietro
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