Giornata senz’auto anche in Svizzera, ma con poco entusiasmo
800 città di 25 Paesi, tra cui una dozzina di città svizzere, hanno preso parte venerdì alla «Giornata europea senz'auto». In Svizzera l'appello a rinunciare all'auto anche fuori dalle zone chiuse al traffico ha però riscosso un successo modesto.
Ogni anno in Europa aumenta il traffico motorizzato, con problemi sempre più grandi per le città. Ogni anno cresce però anche il numero di comuni che partecipano alla giornata senz’auto, vietando una parte dei loro centri alla circolazione.
In base a dati forniti dall’Ue, la qualità dell’aria è al primo posto nella lista dei problemi ambientali degli europei. Il 20-25 percento della popolazione si dichiara disturbata dal rumore provocato dal traffico. Il tasso di crescita annuale del consumo di energia nel settore dei trasporti ammonta a circa il 4 percento; ciò significa che ogni 20 anni si raddoppia il consumo di energia. Più del 50 percento delle emissioni di agenti inquinanti come gli ossidi di azoto o il monossido di carbonio sono causate dal traffico veicolare. In Europa, il 50 percento del trasporto su strada è effettuato su percorsi minori di 3 chilometri.
Si tratta di dati impressionanti, che hanno convinto oltre 800 comuni in 24 paesi europei a partecipare a questa giornata di sensibilizzazione.
Gli obiettivi principali di questa operazione sono tre.
In primo luogo, si cerca di stimolare comportamenti che siano in armonia con uno sviluppo durevole e che possano contribuire, in particolare, a mantenere l’aria più pulita e a proteggere l’atmosfera terrestre.
Questa giornata dovrebbe anche incitare la gente ad usare i mezzi di trasporto pubblici, che costituiscono un’alternativa valida all’auto privata. L’operazione deve inoltre permettere ai comuni di verificare nuove misure e opportunità per la mobilità urbana.
Il terzo obiettivo è quello di favorire i contatti fra le persone e di fare scoprire alla gente angoli e aspetti della città che nella routine di ogni giorno passano inosservati.
L’operazione “In città senza la mia auto”, che ha l’appoggio della Commissione europea, è stata avviata due anni fa in Francia. Alla sua terza edizione coinvolge già numerose città lungo l’asse Nord-Sud in Europa. Tra le oltre 800 località presenti quest’anno segnaliamo Helsinki, Parigi, Ginevra, Roma, Barcellona, Lisbona. L’anno scorso, in Italia e in Francia, l’85 percento delle persone interrogate hanno dato un parere molto positivo su questa giornata.
In Svizzera, oltre a Ginevra, presente fin dalla prima edizione, hanno aderito all’iniziativa anche Basilea, Berna e Zurigo. Risultati e impegno nelle diverse città sono comunque stati molto differenziati. Il divieto della circolazione nel centro città ai veicoli privati con un motore a benzina o diesel è stato applicato con grande elasticità. Ogni città partecipante ha scelto la sua formula di giornata senz’auto.
In Svizzera le vetture non sono state completamente bandite dai centri cittadini, ma soltanto da alcune arterie in una decina di agglomerati urbani. Gli sbarramenti erano accompagnati da progammi di animazione e di misure per la promozione di altri mezzi di locomozione.
Esemplare l’iniziativa giurassiana di mettere a disposizione gratuitamente i trasporti pubblici in tutto il cantone. La Piazza della Stazione di Delémont è inoltre stata trasformata in un luogo d’incontro in cui, dopo un «pasto della salute», la popolazione ha potuto dedicarsi a jogging, aerobica, bicicletta, trottinette o pattini a rotelle. A Neuchâtel il biglietto di trasporto urbano era convertito in una giornaliera, mentre a Friburgo quello d’andata dava diritto al ritorno gratis.
Poco seguita l’operazione a Zurigo, dove sono stati chiusi al traffico solo il Limmatquai e la Piazza della Cattedrale: secondo la polizia comunale, in città la circolazione era «media». A Ginevra, dove c’era il divieto di circolazione in numerose strade del centro, le autorità hanno invece registrato un calo del traffico fra il 10 e il 15 per cento. Nella città lemanica hanno riscosso successo le biciclette messe a pubblica disposizione, nonché i tandem-taxi, mentre i trasporti pubblici hanno registrato un netto aumento della domanda solo due linee. Alcune strade chiuse al traffico anche nei centri di Berna e Losanna.
In effetti la giornata non ha suscitato soltanto consensi: i commercianti di Zurigo hanno espresso il loro malcontento perché temevano un calo delle vendite venrdì nelle zone dove il traffico è stato vietato. Questi timori potrebbero però rivelarsi infondati: l’anno scorso, i commercianti delle città che avevano partecipato all’operazione in Italia e Francia avevano infatti registrato un aumento delle vendite durante la giornata di sensibilizzazione.
Da segnalare, infine, che quest’anno i cittadini svizzeri hanno bocciato un’iniziativa popolare che chiedeva il dimezzamento del traffico motorizzato privato. Da rilevare che, nelle città della Svizzera tedesca dove il traffico automobilistico è diventato un grosso problema, la proporzione di persone contrarie a quell’iniziativa è stata sensibilmente inferiore alla media. D’altra parte, in Svizzera si voterà prossimamente su un’altra iniziativa che vuole introdurre quattro domeniche all’anno senz’auto in tutto il paese.
Mariano Masserini
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.