Già finiti i tempi delle vacche grasse per i cantoni?
Solo Berna, Zurigo, Basilea Città, Lucerna e Ginevra calcolano un'eccedenza di introiti nel 2002. Conti in pareggio o in leggero disavanzo per Zugo, Obwaldo, Nidwaldo, Appenzello interno e Sciaffusa. Negli altri cantoni si prevedono invece cifre rosse.
Il disavanzo complessivo, secondo i vari dipartimenti cantonali delle finanze, dovrebbe ammontare a 700 milioni di franchi, a fronte dei 500 milioni di quest’anno.
Tra i cantoni nelle cifre rosse Nidwaldo è quello che prevede il passivo più contenuto (151’000 franchi), mentre sul fronte opposto si situano Ticino e Vaud (150 milioni). Come in passato solo poche regioni disporrano l’anno prossimo dei mezzi per finanziare autonomamente i propri investimenti: si tratta di Lucerna, Soletta, Ginevra e Zurigo, cantone quest’ultimo che vanta il grado di autofinanziamento più alto (140%).
Vicino alla soglia dell’autosufficienza è Basilea Città (95%), mentre in coda alla classifica si situa Glarona, con il 7% soltanto. Per il Ticino l’indice previsto è del 22,8%.
Sui conti cantonali del 2002 incideranno soprattutto i costi per il personale, in particolare in settori quali la sanità e l’istruzione. Dopo la fase di austerità e di risparmi degli anni Novanta, i cantoni – per mantenere alle proprie dipendenze personale qualificato – si vedono infatti costretti ad adeguare nuovamente i salari alla realtà del mercato, ha spiegato all’ats Alfred Rey, segretario dell’Ufficio per le finanze cantonali.
La fase dei conti in pareggio, dell’alta congiuntura e delle conseguenti abbondanti entrate fiscali – iniziata nel 1999 dopo un lungo periodo di cifre rosse – si preannuncia quindi di breve durata, ha indicato Rey.
Il margine di manovra a disposizione dei dipartimenti delle finanze è peraltro destinato ad assottigliarsi ulteriormente in ragione anche degli sgravi fiscali già approvati dal Consiglio nazionale. Se il Consiglio degli Stati dovesse confermare tale decisione, il gettito di cantoni e comuni potrebbe ridursi di complessivi 1,5 miliardi di franchi: e per molte regioni potrebbe essere il colpo di grazia.
Rey ha invitato i cantoni alla massima prudenza, in considerazione del collasso di Swissair e del finanziamento del servizio pubblico. Ancora non si conosce infatti l’ampiezza dei compiti che le autorità cantonali dovranno in futuro assumersi.
swissinfo e agenzie
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