Gli azionisti della Novartis approvano la nascita di Syngenta
La fusione tra il comparto agrochimico della Novartis e quello dell'anglo-svedese AstraZeneca porterà alla creazione del maggior gruppo agrochimico del mondo. 3000 posti di lavoro verranno soppressi in seguito alla ristrutturazione.
Riuniti in assemblea generale straordinaria, gli azionisti della Novartis hanno accettato a grande maggioranza la proposta di fusione che darà vita al nuovo colosso mondiale Syngenta. L’operazione è stata pure approvata mercoledì dagli azionisti di AstraZeneca, riuniti in assemblea a Londra. Il fatturato cumulato delle attività che confluiranno in questo gruppo è ammontato a 7,3 miliardi di dollari (12,8 miliardi di franchi) nel 1999
Gli azionisti della società basilese controlleranno il 61 percento della Syngenta, quelli di AstraZeneca il rimanente 39 pecento. La nuova società sarà quotata alle borse di Zurigo, Londra, Stoccolma e New York. Il consiglio di amministrazione di Syngenta, che avrà sede a Basilea, sarà presieduto da Heinz Imhof.
Come annunciato lo scorso dicembre, Syngenta sopprimerà 3 000 dei 23 500 impieghi a livello mondiale. I particolari circa le unità toccate dal taglio occupazionale non sono ancora noti. L’azienda Novartis di Monthey (VS), che farà parte di Syngenta, ha attualmente in organico 850 persone.
Dopo tre anni, la ristrutturazione dovrebbe comportare economie pari a 525 milioni di dollari all’anno. I costi non ricorrenti per la riorganizzazione sono valutati a 900 milioni di dollari. Syngenta sarà il numero uno mondiale nei prodotti fitosanitari e il numero tre nelle sementi.
L’operazione deve ancora ottenere l’approvazione delle autorità anti-trust degli Stati Uniti. Bruxelles ha dato il nulla osta lo scorso 26 luglio, ponendo alcune condizioni. In seguito alle richieste avanzate dalla Commissione europea, Novartis ha ceduto il comparto fungicidi. Le attività vendute per soddisfare i requisiti della Commissione europea generavano un giro d’affari paria 400-500 milioni di dollari.
La Novartis ha pubblicato mercoledì anche i dati sull’evoluzione degli affari nei primi nove mesi del 2000. Il fatturato si è fissato a 27,6 miliardi di franchi, in rialzo del 13 percento rispetto al periodo corrispondente del 1999. In valuta locale, l’incremento è del 5 percento.
Senza tener conto del comparto agrochimico e di altre attività cedute dal gruppo, Novartis registra una progressione delle vendite del 15 percento, salite a 21,3 miliardi di franchi. In valuta locale, l’aumento è stato pari al 7 percento. Per il periodo in rassegna, la divisione «pharma» ha annunciato un fatturato di 12,968 miliardi di franchi, in rialzo del 16 percento. In valuta locale, l’incremento si attesta al 7 percento.
Per l’insieme dell’anno, la multinazionale basilese prevede un «buon tasso di crescita» ed un utile netto superiore a quello dell’anno scorso, che era stato pari a 6,65 miliardi di franchi.
Per il 2001, la Novartis prevede di aumentare di un miliardo di franchi le spese per il lancio di nuovi medicinali. Tali uscite comporteranno temporaneamente una riduzione del margine operativo.
swissinfo e agenzie
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