Greenpeace accusa la Svizzera di trasportare illegalmente scorie nucleari all’estero
I trasporti sarebbero anche punibili, secondo il parere giuridico presentato dall'organizzazione ambientalista, che ha espresso nei confronti dell'Ufficio federale dell'energia il sospetto di abuso d'autorità.
L’esportazione di scorie radioattive dalle centrali atomiche elvetiche verso gli impianti di ritrattamento di La Hague (F), e di Sellafield (GB) è da tempo oggetto di contestazione. Su incarico di Greenpeace, il professore zurighese di diritto Heribert Rausch ha elaborato un parere giuridico, il cui scopo «non è di sanzionare comportamenti illegali», ha detto il direttore di Greenpeace, Hans Hildbrand. L’organizzazione ecologista intende esercitare pressioni «affinché il diritto venga finalmente preso sul serio».
Contrariamente all’Ufficio federale dell’energia (Ufe), il professore è del parere che i trasporti nucleari all’estero non sottostanno alla legge sulla radioprotezione (LRaP), ma alla legge sull’energia nucleare (LEN).
Secondo le disposizioni penali della LEN, si rende punibile chi, in modo doloso o colposo, espone altri a radioattività, sia in Svizzera che all’estero, ha spiegato il professore. «Sussiste quindi un motivo per provare se la prassi delle autorizzazioni concesse dall’Ufficio federale dell’energia costituisce un abuso di autorità», ha spiegato il giurista.
Da tempo, Greenpeace si batte per la sospensione del trasporto di combustibile usato verso gli impianti di ritrattamento e per la cessazione della stessa attività di ritrattamento. Nel novembre del 1997, l’organizzazione ha inoltrato denuncia penale contro i responsabili dell’industria atomica. Il dossier è attualmente nelle mani del Ministero pubblico della Confederazione.
swissinfo e agenzie
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