The Swiss voice in the world since 1935

I casinò italiani contrattaccano per battere la concorrenza svizzera

Alcuni casinò italiani assumeranno soltanto croupier laureati Keystone

La sessantina di domande di concessione inoltrate alla Commissione federale per le case da gioco, tra le quali 5 progetti ticinesi, incita i casinò esistenti all'estero a migliorare la propria offerta in modo da far fronte alla nuova concorrenza che giungerà dalle case da gioco svizzere. Qualcosa in questo senso si sta muovendo in Italia.

Per Campione, Sanremo, Venezia e Saint Vincent, i casinò storici italiani, aperti cioè prima del 1946, ormai è un vero e proprio accerchiamento. Prima la concorrenza di Francia e Montecarlo, poi quella di austriaci e sloveni, mentre ora si fanno decisamente avanti i cantoni svizzeri che hanno inoltrato a Berna una sessantina di domande, di cui cinque dal Ticino, per ottenere la concessione di nuove case da gioco. Da Campione, l’enclave italiana in territorio elvetico, parte l’offensiva per il rilancio: nasce la Federgioco. I quattro casinò si trasformeranno in aziende turistiche e ai tavoli verdi ci saranno croupiers con tanto di laurea.

Anche se la concorrenza elvetica preme più da vicino con i progetti di Chiasso, Mendrisio, Lugano, Muralto e Ascona, Umberto Lucchese, presidente designato della Federgioco, non si mostra molto preoccupato. “Non ci spaventano le iniziative svizzere – dice – la concorrenza, purché corretta, è uno stimolo in più per migliorare la qualità dell’offerta a vantaggio di tutti i clienti. Il problema vero è che bisogna rinnovare l’immagine dei casinò. Liberarli dal vecchio cliché di luoghi di perdizione e trasformarli, invece, in centri di divertimento e intrattenimento per il tempo libero. In poche parole devono diventare delle aziende turistiche a tutti gli effetti”.

Commissario del governo prima al casinò di Sanremo e attualmente a quello di Campione, Lucchese ha bene in chiaro la strategia operativa della Federgioco:” Questa nuova associazione è nata perché ormai non ha più senso lavorare da soli o farci la concorrenza tra di noi. Bisogna cooperare, fissare obiettivi comuni per fornire assistenza e servizi migliori alla clientela. Federgioco significa attivare un circuito di sinergie per aggiornare costantemente l’offerta di gioco, valorizzare l’aspetto dell’accoglienza creando ambienti piacevoli e rilassanti, e veicolare all’esterno una nuova immagine di questa attività”.

Secondo il presidente deve pure scomparire la figura del croupier-biscazziere. Il personale impegnato ai tavoli da gioco dovrà avere una professionalità che va al di là della semplice competenza tecnica, perciò si sta studiando un nuovo percorso formativo. ” In futuro – spiega – ogni croupier per essere assunto dovrà avere una laurea breve, che richiede tre anni di studio, più un diploma di specializzazione da conseguire con un corso specifico che stiamo mettendo a punto con l’università Ca’ Foscari di Venezia. Partiremo a titolo sperimentale già dall’anno prossimo selezionando i primi iscritti tra il personale che lavora adesso nei quattro casinò”. E in sintonia col nuovo spirito aziendale, la Federgioco si associerà quanto prima alla Confindustria, la più importante organizzazione imprenditoriale italiana.

Libero D’Agostino

Articoli più popolari

I più discussi

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.

Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR