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I dati forniti dai consumatori sono un’ «impronta digitale» ambita dai commercianti

Le tessere magnetiche permettono ai commercianti di conoscere le abitudini dei clienti Keystone

Chi usa carte di credito o di cliente, acquista via Internet, usa telefonini o conclude un contratto assicurativo fornisce una marea di informazioni personali. Queste vengono registrate, sistematicamente analizzate e possono essere rivendute.

Il Centro di valutazione delle scelte tecnologiche (TA) – un istituto del Consiglio svizzero della scienza – ha presentato lunedì a Berna lo studio «Il cliente trasparente». Nella ricerca si mostra come la raccolta di informazioni fornite dal consumatore al momento degli acquisti permetta di stilare una mappa delle sue abitudini, delle sue preferenze e perfino di valutare il suo potere di acquisto. In pratica si riesce ad elaborare una sorta di «impronta digitale».

I dati dei clienti possono però anche fornire un’immagine distorta, come quando un giovane celibe va a comperare per la sua vicina ammalata dei pannolini o il nipotino fa la spesa per la nonna.

I consumatori non sempre possono determinare l’importanza da accordare alla raccolta di informazioni personali. Possono semplicemente decidere se fornire o no le informazioni. Spesso ignorano però la quantità e la diversità dei dati registrati e soprattutto non sanno quando e come verranno utilizzati.

«I clienti possono essere classificati e manipolati da una pubblicità mirata. Lo studio conferma le nostre peggiori ipotesi concernenti i mezzi tecnici impiegati per registrare informazioni individuali», ha affermato Katharina Hasler, presidente del Forum svizzero dei consumatori (KF).

Gli autori dello studio ritengono che sia necessaria una regolamentazione. I consumatori devono essere in grado di valutare i pro e i contro e decidere se i loro dati possono essere divulgati o no. Secondo Bruno Baeriswyl, incaricato della protezione dei dati nel canton Zurigo, dovrebbero essere introdotti strumenti di controllo adeguati e soprattutto sanzioni in materia di protezione dei dati.

Un progetto pilota per valutare l’affidabilità della protezione dei dati inizierà in gennaio a Ginevra. Lukas Stauffacher, capo del progetto EasyRide delle FFS, ha indicato che i clienti che vi parteciperanno potranno viaggiare in treno senza biglietto. Il loro percorso sarà registrato e fatturato più tardi. I dati ottenuti, resi anonimi, contribuiranno alla gestione ottimale della capacità di trasporto e faciliteranno l’accesso dell’insieme dei trasporti pubblici ai viaggiatori.

swissinfo e agenzie

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