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I prezzi alla produzione e all’importazione aumentano dello 0,1 percento in luglio

L'indice dei prezzi alla produzione e all'importazione è aumentato dello 0,1 percento in luglio rispetto al mese precedente. I prezzi dei beni indigeni sono rimasti mediamente stabili, quelli dei prodotti importati sono progrediti dello 0,3 percento.

L’Ufficio federale di statistica indica che l’aumento dell’indice dei prezzi all’importazione è dovuto principalmente al rialzo dei prezzi dei prodotti petroliferi (soprattutto dell’olio da riscaldamento e del carburante diesel). Dato che i rilevamenti sono stati effettuati durante i primi giorni del mese in rassegna, i ribassi della benzina decisi successivamente si ripercuoteranno solo sui dati di agosto, osserva l’UST.

Rispetto al luglio 1999, il livello dei prezzi alla produzione e all’importazione è cresciuto complessivamente del 2,7 percento. Con il 6,8 percento, il rincaro annuo dei beni importati è rimasto nettamente superiore a quello dei beni indigeni, pari all’1 percento. Nonostante la buona congiuntura e il netto aumento dei prezzi delle materie prime e dei semilavorati importati, il rincaro annuo rimane quindi moderato, rileva l’UST.

Da alcuni mesi l’incremento su base annua dell’indice dei prezzi all’importazione si muove su livelli relativamente alti: da febbraio oscilla tra il 6,4 e il 7,1 percento, prosegue la nota. A determinare questa evoluzione è stato il forte rincaro dei prodotti petroliferi e metallurgici registrato negli ultimi dodici mesi. Rispetto all’anno scorso ha avuto un certo influsso anche il leggero indebolimento del franco svizzero.

Per quanto concerne le importazioni, rispetto a giugno sono stati rilevati aumenti di prezzo per gli agrumi, l’olio da riscaldamento, il carburante diesel, il bitume puro, l’acciaio, l’alluminio e i prodotti di alluminio nonché le automobili. Sono invece scesi i prezzi del cotone grezzo, del caffè, del cacao, dei prodotti alimentari, del rame e dei prodotti in rame nonché del nichel e dello zinco.

Quanto ai beni indigeni, rincari rispetto a giugno sono stati registrati per la frutta, il latte crudo, i suini da macello, la carne, i prodotti a base di carne e i prodotti di pasticceria a lunga conservazione. Aumenti anche per i prodotti piallati, i prodotti petroliferi, i metalli e i semilavorati in metallo nonché il gas. Sono invece scesi i prezzi della colza, degli ortaggi, delle patate novelle, dei bovini da macello, dei vitelli da macello, del formaggio e della birra. Un vero e proprio crollo dei prezzi è stato registrato dal legname, in seguito all’uragano «Lothar».

swissinfo e agenzie

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