Il caro-petrolio comincia a ripercuotersi sui prezzi delle importazioni
L'indice dei prezzi della produzione e delle importazioni è salito dello 0,7 percento in settembre, rispetto al mese precedente. Un'impennata dovuta soprattutto ai beni importati, condizionati dal rapido aumento del costo del greggio.
Sull’arco di un anno, l’indice dei prezzi della produzione e delle importazioni si fissa quindi sul 2,8 percento. Mentre la produzione interna ha fatto registrare una crescita limitata allo 0,1 percento, i prodotti importati sono saliti lo scorso mese del 2,2 percento. Secondo l’Ufficio federale di statistica (UFS), la ragione di questo balzo in avanti sono da ricercare esclusivamente nel forte incremento dei prodotti petroliferi.
Particolarmente consistente, indica l’UFS, è stato il rincaro dell’olio da riscaldamento, lievitato da un mese all’altro del 37,1 percento. Per i carburanti la progressione mensile è stata del 7,2 percento. Aumenti hanno interessato anche il carbone, il cotone grezzo, i laminati d’acciaio e il cacao. In leggera diminuzione i prezzi di caffè, banane e metalli preziosi.
Molto più modesta l’evoluzione dei beni indigeni, i cui prezzi sono cresciuti dello 0,1 percéento rispetto ad agosto e dello 0,5 percento rispetto a settembre 1999. Continua quindi la tendenza al ribasso dopo che nel maggio scorso era stato registrato un aumento su base annua dell’1,4 percento.
Per quanto concerne i singoli prodotti interni, in settembre è salito leggermente il prezzo del latte, della carne di vitello e di manzo, derivati di metallo e petrolio. Sono invece diminuiti i prezzi di ortaggi e della carne di maiale.
L’indice dei prezzi all’importazione si è fissato in settembre a 102,5 punti e quello dei prezzi alla produzione a 95,8 (base maggio 1993: 100).
swissinfo e agenzie
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