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Il controprogetto all’iniziativa solare

Un delicato compromesso per una tassa su petrolio, gas, carbone e uranio che frutterà 450 milioni all'anno da investire, ad esempio, nello sviluppo delle energie rinnovabili e nella manutenzione delle centrali idrauliche.

Il controprogetto all’iniziativa solare è stato al centro di lunghe trattative fra le due Camere del Parlamento. Per trovare un compromesso accettabile da deputati e senatori è stata necessaria una conferenza di conciliazione. Per finire, è stato deciso che a partire dal 2001 sarà prelevata una tassa incitativa di 0,3 centesimi per kilowattora.

Questa tassa potrà essere prelevata per una durata di 10 anni. Il Parlamento potrà prolungarla di altri cinque anni al massimo. L’imposizione di 0,3 centesimi, che toccherà il petrolio, il gas, il carbone e l’uranio, dovrebbe fruttare 450 milioni all’anno. Questa somma sarà distribuita per incoraggiare lo sviluppo delle energie rinnovabili, per favorire l’uso razionale dell’energia, per la manutenzione e il rinnovamento delle centrali idrauliche svizzere.

Bisogna dire il controprogetto e l’iniziativa solare godono di un largo appoggio della classe politica e di diverse associazioni. Bisogna però precisare che parecchi risponderanno alla prevista domanda sussidiaria scegliendo il controprogetto, ossia la soluzione meno incisiva.

La diminuzione del costo dell’elettricità dovuta alla liberalizzazione del mercato metterà in difficoltà numerose centrali idroelettriche. Questa tassa d’incentivazione permetterebbe di garantire la sopravvivenza delle centrali, che producono il 60 percento del fabbisogno energetico della Svizzera, e di mantenere preziosi posti di lavoro in regioni di montagna periferiche.

Grazie ai fondi raccolti con questa tassa si potranno creare 20.000 posti di lavoro. Ad approfittare degli incentivi saranno soprattutto gli artigiani e gli industriali disposti ad innovare. In prima linea ci saranno il settore della costruzione, le imprese che lavorano con la tecnologia solare, che si occupano di gestione energetica, di riscaldamento e di ventilazione, gli istallatori sanitari, i fabbricanti di finestre e di pompe caloriche, l’economia forestale.

La tassa d’incentivazione costituisce una spesa supplementare di 3 franchi e 55 centesimi per persona al mese.

Per gli oppositori si tratta invece di una nuova imposta di cui pochi approfitteranno, che farà aumentare in modo insensato il prezzo dell’energia, in particolare quello della benzina, stimolando così l’inflazione. L’iniziativa solare e il suo controprogetto provocheranno una distorsione nella concorrenza, favorendo un nuovo tipo di economia delle sovvenzioni. Tassare l’energia significa anche mettere in pericolo posti di lavoro. Infine, gli oppositori ritengono che la Svizzera faccia già molto per la protezione ambientale.

Precisiamo che questo controprogetto è stato accettato con 123 voti contro 67 in consiglio nazionale, mentre i senatori l’hanno accolto con 26 voti contro 19.

Da rilevare, infine, che i tre progetti del pacchetto energetico non significano tre tasse cumulate. Se l’iniziativa solare e il suo controprogetto fossero accettati, la prevista domanda complementare permetterebbe infatti di operare una scelta fra i due argomenti.

Dal canto suo, la tassa in favore dell’ambiente entrerebbe in vigore più tardi, perché il Parlamento deve ancora elaborare una legge d’applicazione. Lo stesso Parlamento ha però già deciso che nei due centesimi per kilowattora previsti da questa tassa sarà automaticamente compresa l’altra eventuale tassa scelta dall’elettorato, ossia i 0,5 centesimi per kilowattora dell’iniziativa solare o i 0,3 del controprogetto. In altre parole, una doppia o addirittura tripla imposizione è già fin d’ora esclusa.·

Mariano Masserini

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