Il costante aumento della mobilità durante il tempo libero non deve danneggiare l’ambiente
È possibile conciliare uno sviluppo duraturo con la mobilità delle persone durante il loro tempo libero? Sì, ma soltanto con una tassa sui carburanti degli aerei, un aumento del prezzo della benzina e il miglioramento dei trasporti pubblici.
Uno studio del Fondo nazionale della ricerca scientifica appena pubblicato indica che gli svizzeri percorrono più chilometri durante le loro vacanze che per recarsi al lavoro. Ogni anno, ciascun svizzero percorre in media 19.000 chilometri, di cui 11.300 durante il tempo libero.Ogni anno, gli svizzeri percorrono tutti insieme 80 miliardi di chilometri durante il loro tempo libero. Metà sulle strade nazionali e metà all’estero.
Lo studio realizzato dal Fondo nazionale nell’ambito del programma “Trasporti e ambiente” e presentato mercoledì a Zurigo propone per la prima volta stime complete e strategie possibili sulla mobilità durante il tempo libero.
Mentre all’estero la maggior parte dei chilometri in questione sono percorsi in aereo, in Svizzera l’auto resta di gran lunga il mezzo di trasporto più usato: due terzi delle distanze coperte durante il tempo libero sono da addebitare al traffico motorizzato individuale. Il resto si suddivide tra mezzi di trasporto più ecologici come il treno, il bus e la bicicletta.
Gli svizzeri percorrono questi chilometri soprattutto per visitare i parenti e gli amici (un terzo). Le manifestazioni sportive (30 percento) e le esposizioni (9 percento) costituiscono gli altri grandi gruppi di questa porzione di traffico.
Il movimento di traffico del tempo libero è in crescita e questo rende difficile il raggiungimento degli obbiettivi definiti a livello internazionale per ridurre il consumo di energie fossili e le immissioni di gas con effetto serra come il CO2. Promuovere una mobilità del tempo libero significa dunque immaginare precise misure d’accompagnamento.
Per quanto riguarda il carburante deli aerei, un accordo internazionale è necessario per tassare il kerosene. Si deve anche immaginare un inasprimento dei valori massimi delle immissioni inquinanti, comrese quelle foniche. Per i tragitti di corta distanza bisogna privilegiare la ferrovia.
Per il traffico individuale, è indispensabile aumentare il rendimento energetico, fino ad abbassare dagli attuali 8,5 a 5 litri il consumo delle automobili ogni 100 chilometri. Per coprire i costi esterni indotti dal traffico privato bisognerebbe inoltre aumentare il prezzo del litro di benzina di 50 centesimi. Nelle località turistiche dove ci si rende in auto bisognerà introdurre tasse di parcheggio che coprano l’integralità dei costi.
La mobilità del tempo libero sarà più conforme alle esigenze di uno sviluppo duraturo se si ricorrerà di più ai trasporti pubblici. Bisognerà creare collegamenti ferroviari nazionali e internazionali più rapidi, diretti e comodi. Nelle città si dovrà migliorare l’accesso alle stazioni e potenziare l’offerta di autobus notturni.
I trasporti pubblici dovranno anche diventare meno cari, soprattutto nel settore internazionale, più comodi e dovranno potere contare su un marketing più efficace.
Mariano Masserini
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