Il Dipartimento delle finanze tasta il polso agli Svizzeri
La maggioranza degli svizzeri è favorevole ad un tasso fiscale unico per tutti i Cantoni e al mantenimento del segreto bancario. È quanto risulta da un sondaggio commissionato dal Dipartimento federale delle finanze che evidenzia inoltre una discreta conoscenza da parte della popolazione della situazione finanziaria delle casse statali.
In base al sondaggio, realizzato dall’istituto Demoscope su un campione di 2016 cittadini tra il 26 marzo e il 14 aprile, due svizzeri su tre conoscono l’ammontare esatto del debito della Confederazione; il 25 percento lo sopravvaluta e il 20 percento lo sottovaluta. Il livello di conoscenza è più alto nella Svizzera tedesca (32 percento) che in Romandia (19 percento), mentre la Svizzera italiana non è stata neppure presa in considerazione, come è purtroppo spesso il caso per questi sondaggi.
Il 69 percento delle persone che non hanno ancora raggiunto l’età del pensionamento si dichiara fiducioso riguardo alle prospettive di ricevere una rendita AVS. Solo un quinto degli intervistati nutre dei dubbi. I giovani sono tuttavia i meno ottimisti.
Sempre secondo il sondaggio, il 52 percento degli svizzeri è inoltre favorevole a una pressione fiscale uguale in tutti i cantoni, il 37 percento ammette differenze e il 7 percento grandi differenze. La soluzione unitaria fa maggiormente breccia negli svizzero-tedeschi (il 54 percento è favorevole) e nelle donne (58 percento) che nei romandi (46 percento) e negli uomini (46 percento).
Quasi il 70 percento degli intervistati pensa che il rapporto fra le imposte e le controprestazioni dello Stato sia equilibrato. Il 27 percento reputa che l’offerta pubblica sia piuttosto buona. Meno di un quarto è insoddisfatto, specialmente tra i romandi: il 36 percento di loro non è contento. Solo il 46 percento degli svizzerofrancesi pensa che le prestazioni siano adeguate agli oneri sociali, mentre ben i tre quarti degli svizzero-tedeschi condivide questa opinione.
Se la Confederazione non potesse più finanziare i lavori che le competono, il 44 percento degli intervistati accetterebbe una diminuzione delle prestazioni, il 26 percento è favorevole a un aumento delle imposte e il 15 percento a un incremento del debito dello Stato. Se occorresse aumentare le tasse, il 40 percento degli intervistati preferirebbe toccare l’IVA, il 30 percento l’imposta federale diretta e il 18 percento pensa che sarebbe meglio istituire una nuova tassa.
In maniera generale, gli svizzeri hanno tendenza a sopravvalutare i loro oneri fiscali. Solo il 35 percento sa che sono inferiori alla media dei paesi dell’Unione europea (UE). Il 30 percento crede che siano superiori e il 22 percento pensa che non ci sia differenza.
Le opinioni divergono sul tema dell’integrazione europea. Il 60 percento pensa che dovrà pagare maggiori imposte se la Svizzera aderisce all’UE. Solamente il 40 percento dei romandi condivide tuttavia questa opinione, contro il 66 percento degli svizzerotedeschi.
Il segreto bancario gode dal canto suo dei favori della popolazione. Il 59 percento pensa che debba essere mantenuto così com’è. Il 10 percento è favorevole a una sua soppressione, il 25 percento è per una rimozione in caso di frode fiscale e il 24 percento unicamente se il frodatore è straniero.
swissinfo e agenzie
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