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Il franco sta bene da solo, secondo l’UBS

grafico franco svizzero-euro swissinfo.ch

Agganciare il franco svizzero all'euro comporterebbe molti rischi. È la conclusione di uno studio presentato martedì a Zurigo. Motivi: minore differenza tra i tassi, minore attrattività del franco e maggiore rischio d'instabilità.

“UBS-Focus” vengono chiamati gli studi e le analisi su temi di notevole importanza economica, condotti dal “Group Economic Research” della più grande banca svizzera, diretto dall’economista Peter Buomberger. Il primo di questi studi, uscito nell’aprile scorso, era dedicato all’analisi degli scenari alternativi nel processo d’integrazione europea. Il secondo, ora presentato, è dedicato al futuro del franco svizzero in rapporto alla scelta strategica tra l’indipendenza e la collocazione nella scia della moneta unica europea.

Con l’introduzione dell’euro, dall’inizio del 1999 il franco svizzero è stato costretto in un ridotto spazio di manovra. Anche se il periodo è troppo breve – ha detto Buomberger – le esperienze maturate sono tuttavia sufficienti per trarre le prime conclusioni, in particolare su quanto forte rimanga l’attrattività del franco svizzero come moneta rifugio e quanto sia legata alla sua indipendenza. L’analisi condotta dai ricercatori dell’Ubs, sulla base di quest’esperienza poco meno che biennale, permettere di affermare che se il franco svizzero rimanesse agganciato all’euro gli svantaggi per la Svizzera sarebbero superiori ai vantaggi.

Premesso che il nostro paese ha una lunga tradizione di stabilità della politica economica e monetaria, le conclusioni a cui arrivano gli analisti dell’Ubs sono tre. La prima è che “una stabilizzazione del cambio mette in pericolo il differenziale dei tassi favorevole alla Svizzera”. L’intera economia e quindi anche i settori dell’export, traggono vantaggio dai tassi d’interesse più bassi. Un vantaggio che andrebbe perso se il franco fosse costretto in una stretta banda d’oscillazione rispetto all’euro.

Seconda conclusione: “Con un corso stabile del franco sull’euro la Svizzera importa i rischi connessi con l’espansione ad Est dell’Unione Europea”. La crescente eterogeneità tra i membri dell’Unione monetaria europea potrebbe mettere in pericolo la stabilità macroeconomica e, con l’accoglienza di paesi dell’Europa orientale in via di trasformazione, la politica economica e monetaria di Eurolandia potrebbe perdere in efficienza e credibilità.

La terza conclusione è un corollario delle due affermazioni precedenti: “L’attrattività del franco come moneta-rifugio internazionale dipende essenzialmente dall’autonomia della politica monetaria”. Con l’aggancio all’euro il franco perderebbe il suo profilo di moneta a basso rischio e non verrebbe più privilegiata sul piano internazionale come veicolo d’investimenti. Mentre l’attuale potenziale del franco crescerebbe quando paesi come la Gran Bretagna decidessero di entrare nell’Unione monetaria europea.

Silvano De Pietro

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