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Il futuro di Swissair si gioca su trasporto aereo e catering

Per il presidente del consiglio di amministrazione di SwissairGroup Mario Corti l'obiettivo immediato è il risanamento della situazione finanziaria swissinfo.ch

La Swissair dovrà risparmiare. La gestione del gruppo si concentrerà soprattutto sulle attività principali e proseguirà con le vendite e le cessioni. Ma non ci saranno licenziamenti in massa. Queste sono, in sintesi, le misure annunciate giovedì dal capo del gruppo, Mario Corti.

L’aspetto più preoccupante della situazione in cui versa Swissair è quello finanziario. Il debito complessivo è salito nei primi sei mesi dell’anno da 6,8 a 8,3 miliardi di franchi, per scendere a fine giugno a 7,8 miliardi di franchi. Tuttavia,”il gruppo dispone di liquidità sufficiente per finanziare gli affari correnti”, ha detto Corti, il quale ha anche confermato la linea di credito di un miliardo di franchi aperta da tre banche in favore della compagnia di bandiera elvetica. Inoltre, la redditività è buona: nei primi 5 mesi del 2001 il fatturato è cresciuto del 5,2 per cento toccando i 6,4 miliardi di franchi; e le entrate dell’attività principale (trasporto aereo) sono aumentate dell’8,9 per cento a 2,9 miliardi di franchi.

Dunque, il risanamento del gruppo sarebbe fattibile anche finanziariamente e dovrebbe basarsi su tre decisioni di fondo: lo sganciamento dalle partecipazioni estere; un programma di riduzione dei costi; il rifinanziamento attraverso la vendita di aerei, di altre partecipazioni e di immobili.

Nella sostanza, queste cose Mario Corti le aveva già preannunciate nei mesi scorsi. Ma ora ha cominciato ad elencare con maggior precisione le cose già fatte e quelle ancora da fare. La separazione da Air Littoral, in Francia, è andata a buon fine e permetterà di risparmiare 160 milioni di franchi all’anno.

La prossima settimana verrà aperta la procedura di fallimento per l’altra compagnia francese, AOM/Air Liberté. In questo caso, il sostegno operativo di 800 milioni di franchi è stato sospeso e una soluzione verrà trovata con l’amministratore giudiziario.

Più complesso, e ancora fluido, il rapporto con la belga Sabena, la cui pretesa che Swissair porti la sua partecipazione all’85 per cento è stata definita da Corti “irrealistica per ragioni finanziarie”.

Il gruppo vuole quindi concentrarsi sull’attività centrale del trasporto aereo, con Swissair e Crossair e con le due affiliate redditizie nel settore catering, Gate Gourmet e Nuance. Quanto al programma di riduzione dei costi, Corti non ha potuto potuto dire molto di preciso, rimandando ad un’apposita conferenza stampa che si terrà in autunno.

Certo è che il potenziale di risparmio, con la riorganizzazione e la semplificazione delle strutture, viene stimato in oltre 215 milioni di franchi. Corti ha assicurato che non vi saranno tagli significativi nelle destinazioni meno redditizie. E neppure nei ranghi del personale: per ridurne il numero, dovrebbe bastare non sostituire chi lascia la compagnia ed assecondare il naturale tasso di fluttuazione. Altre centinaia di milioni di franchi verrebbero dalla vendita di velivoli, della società Swisshôtel, delle partecipazioni a Panalpina e ad Austrian Airlines.

Con queste e con diverse altre misure, il presidente di Swissair conta di recuperare entro la fine del 2002 circa tre miliardi di franchi. È una sfida non da poco, che Mario Corti ha sintetizzato in un’affermazione: “Vogliamo recuperare la
solidità di questo gruppo”

Silvano De Pietro, Zurigo

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