Il governo impegnato per una compagnia aerea nazionale
Il Consiglio federale farà tutto il necessario per garantire i voli di Swissair fino al 28 ottobre e assicurare il buon funzionamento degli aeroporti svizzeri, in particolare l'importante scalo internazionale (hub) di Zurigo- Kloten. È quanto affermato venerdì dal presidente della Confederazione Moritz Leuenberger, dopo una seduta governativa di cinque ore dedicata a questo argomento.
Il Consiglio federale non è confrontato soltanto con la crisi di una compagnia aerea ma dell’intero Paese, ha precisato Leuenberger alla stampa. Il presidente della Confederazione, affiancato da Kaspar Villiger e Pascal Couchepin, ha sottolineato che il governo è unito e appoggia un unico piano di salvataggio: la creazione, nel più breve tempo possibile e sulla base di Crossair, di una nuova compagnia aerea in grado di garantire i voli a corto, medio e lungo raggio.
Leuenberger ha in seguito espresso la tristezza di tutto il Consiglio federale per le ricadute negative che la bancarotta di Swissair avrà sui dipendenti, esortando UBS e CS Group affinché collaborino all’adozione di un piano sociale valido.
Le prime tranches del prestito
Sono due le priorità per il governo, ha spiegato Kaspar Villiger, responsabile del Dipartimento federale delle finanze (DFF): la prima è il mantenimento delle attività di trasporto aereo negli scali svizzeri, soprattutto nello hub di Zurigo. La seconda è il funzionamento di Swissair fino al 28 ottobre, garantito da un prestito di 450 milioni valido fino al termine dell’orario estivo. «Un primo versamento di 50 milioni franchi è già stato effettuato, mentre venerdì la compagnia di bandiera ha ricevuto altri 320 milioni, ha detto Villiger.
Villiger ha aggiunto che il credito si basa su un contratto concluso con Swissair, per il quale la compagnia aerea garantirà solo i voli principali a lungo raggio; il resto dei collegamenti sarà effettuato da Crossair. Inoltre la convenzione prevede che la Confederazione possa utilizzare, a titolo sussidiario, il prestito di 450 milioni per garantire il buon funzionamento delle infrastrutture aeroportuali di Zurigo-Kloten, come ad esempio gli sportelli di registrazione o il servizio tecnico. Il contratto deve ancora essere approvato dal giudice della moratoria concordataria.
Swissair ha infatti speso finora un grossa parte dei 258 milioni incassati dalla vendite delle azioni Crossair, per garantire i voli, ha spiegato Peter Siegenthaler, responsabile dell’amministrazione federale delle finanze. Non sono quindi del tutto escluse ripercussioni sulle riservazioni di biglietti e il servizio al suolo: «se questi settori non funzionano più, non sarà solo Swissair a rimanere a terra, ma tutte le altre compagnie aeree, visto che l’aeroporto rimane bloccato», ha spiegato.
Attesi 4.000 licenziamenti
«Le polemiche tra banche e Stato devono cessare», ha sottolineato Pascal Couchepin, responsabile del Dipartimento federale dell’economia (DFE). Indipendentemente da qualsiasi giudizio politico abbiamo bisogno gli uni degli altri in questa situazione, ha aggiunto.
Il capo del DFE, giovedì in visita a Zurigo, ha avuto incontri con i dirigenti di UBS e con alcuni rappresentanti sindacali. Da questi ultimi «ho appreso che i licenziamenti attesi sono almeno 4.000: la prima ondata è prevista per fine mese, la seconda per fine novembre». Couchepin ha detto di attendersi un ruolo più attivo da parte delle banche nell’adozione del piano sociale: «hanno una responsabilità e devono tenerne conto», ha sottolineato.
Da parte sua Villiger ha infine ricordato che una grossa fetta dei dipendenti della compagnia di bandiera potrà essere assorbita dalla nuova entità: «ma affinché ciò avvenga è necessario che le nuove strutture siano create al più presto».
Task force «Swissair»
Il consigliere federale lucernese ha pure annunciato la creazione di una task force. Il suo compito principale sarà fornire la liquidità indispensabile alla prosecuzione delle attività di Swissair e delle infrastrutture aeroportuali, nonché la sorveglianza sull’utilizzo del credito. «Questa cellula di intervento non avrà funzioni direttive all’interno di Swissair e Crossair», ha sottolineato Viliger
Parteciperanno alla task force, diretta dall’Amministrazione federale delle finanze e dall’Ufficio federale dell’aviazione civile, i rappresentanti del Dipartimento federale dell’economia, di UBS e CS Group, Swissair e Crossair.
swissinfo e agenzie
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