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Il latte svizzero teme la liberalizzazione dei mercati in Europa

I produttori svizzeri dovrebbero raddoppiare la produzione di latte per affrontare la concorrenza europea Keystone

Per rimanere competitivi in caso di abolizione del contingente lattiero, i contadini svizzeri dovrebbero abbassare i loro costi di produzione di almeno 25 centesimi al litro. La produzione biologica meno minacciata dalla concorrenza.

Per poter affrontare la concorrenza europea, i produttori svizzeri dovrebbero in pratica raddoppiare la loro produzione di latte, con un aumento medio 100’000 chilogrammi all’anno per azienda. In tal modo potrebbero ridurre il prezzo del litro da 77 a circa 50 centesimi, un importo corrispondente a quello richiesto dai loro colleghi europei.

Questi dati figurano in uno studio realizzato dall’Istituto di economia agraria (IEA) del Politecnico di Zurigo, su mandato dell’Ufficio federale dell’agricoltura (UFAG). Lo studio dovrebbe servire da base di discussione per permettere ai condadini di prepararsi ad una possibile soppressione del contingente lattiero.

Nel nuovo ordinamento del mercato lattiero entrato in vigore nel 1999 è stato ripreso il principio del contingentamento introdotto nel 1977, che limita la produzione di latte a 3,2 milioni di tonnellate all’anno. Secondo quanto reso noto dall’UFAG, in seno all’Unione europea si sta discutendo di una possibile abolizione dell’analogo sistema delle quote latte dopo il 2006, o anche prima.

Considerato il fatto che cinque anni dopo l’entrata in vigore degli accordi bilaterali sarà effettiva la completa liberalizzazione del formaggio, la questione del futuro congentamento lattiero si pone pure per la Svizzera.
In base allo studio dei ricercatori del Politecnico di Zurigo, i costi di produzione sono attualmente troppo alti nel nostro paese ed esiste già un problema di eccedenze.

Circa la metà delle aziende non sono inoltre in grado di raddoppiare la loro produzione, osserva Marc Zuber, dello stato maggiore della direzione dell’UFAG. Queste aziende avranno quindi ogni interesse a cercare delle alternative. A questo proposito va notato che, sempre secondo lo studio, le aziende che impiegano metodi di produzione biologica sarebbero meno minacciate dalla concorrenza europea. Il latte prodotto biologicamente, per il quale sussiste una forte domanda, permette di ottenere entrate superiori del 20 percento.

Lo studio ha inoltre evidenziato che una liberalizzazione provocherebbe una forte specializzazione di certi tipi di aziende. Nelle regioni di montagna, la redditività della produzione lattiera diminuirebbe sensibilmente, provocando un trasferimento della produzione verso il piano.

swissinfo e agenzie

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