The Swiss voice in the world since 1935

Il lusso dei tempi meccanici

Il fascino della meccanica di precisione ha resistito all'assalto dell'elettronica Keystone

Trent'anni fa, di fronte all'avanzata dell'elettronica, la manifattura orologiera svizzera sembrava spacciata. Oggi gli orologi «made in Switzerland» sono richiesti come non mai. E la rinascita della tradizionale industria elvetica riguarda soprattutto il settore degli orologi meccanici di lusso. Un successo celebrato, fino al 29 marzo, al Salone mondiale dell'orologeria e della gioielleria a Basile, che con oltre 2'300 espositori, quasi 92mila metri quadrati di superficie espositiva e oltre 80mila visitatori attesi, è la maggiore manifestazione di questo tipo a livello mondiale.

Negli anni Settanta, il trionfo degli orologi digitali al quarzo sembrava inevitabile. Costavano poco, erano precisi e oltretutto rappresentavano un segno di modernità tecnologica. Anzi, erano il primo gadget elettronico alla portata di tutti, prima del cellulare, prima dei computer portatili.

Eppure, a lungo andare, il fascino della tecnologia di punta non ha saputo scalzare quello delle molle, delle rotelline, delle lancette. Gli orologi meccanici sono più costosi e meno precisi, vanno ricaricati a mano, ma piacciono, soprattutto ai clienti facoltosi, disposti a spendere migliaia di franchi per i sofisticati meccanismi metallici, magari impreziositi da qualche smeraldo o rubino.

Un anacronismo? Forse. Ma più probabilmente il segno che nell’epoca dei consumi di massa, della standardizzazione, la ricerca d’identità e di distinzione, passa sempre più spesso attraverso la scelta di merci esclusive, che promettono di sopravvivere alle mode, di marcare individualità. E anche segno del rinnovato prestigio sociale di cui gode chi è ricco.

Chi sfoggia un costoso orologio meccanico non segnala tuttavia solo la sua ricchezza materiale, la sua possibilità di spendere. Mostra anche di potersi permettere il lusso di scegliere una misurazione meno precisa del tempo e quindi, in definitiva, di poter disporre più liberamente del proprio tempo. Il lusso forse più grande, oggigiorno.

In ogni caso, le cifre dell’industria orologiera svizzera parlano chiaro: il valore esportazioni è cresciuto costantemente a partire dalla seconda metà del 1999 e questo nonostante nel 2000 il numero di orologi esportati sia diminuito del 4 per cento rispetto al 1999. Il fatto è che il prezzo medio di ogni orologio che lascia la Svizzera è aumentato da 261 a 362 franchi.

Ciò non significa che la Svizzera sia assente dal mercato degli orologi elettronici. Tutt’altro: rispetto 2,6 milioni di orologi meccanici esportati nel 2000, il numero di quelli elettronici è più di 10 volte superiore (27,3 milioni). Ma il valore delle esportazioni di orologi meccanici (4,4 miliardi nel 2000) si avvicina molto a quello degli orologi elettronici (4,9 miliardi). Dato che mette bene in evidenza l’importanza del mercato degli orologi di lusso.

Un’importanza che non è certo sfuggita all’azienda leader nel settore orologiero, il gruppo Swatch. Nonostante il nome, che richiama alla mente gli orologi in plastica a buon mercato – una trovata che aveva ridato ossigeno all’industria orologiera svizzera all’inizio degli anni Ottanta – il gruppo guidato da Nicolas Hayek persegue da anni una strategia di acquisizione di aziende attive nella produzione di orologi di lusso, tanto da aver conquistato nella seconda metà del 1999 la leadership mondiale nel settore.

Anche alcuni dei principali concorrenti della Swatch – Richemont e Luis Vuitton Moët Hennessy (l’unica non svizzera fra le quattro maggiori aziende mondiali) – ricorrono ormai al gruppo di Bienne per i rifornimenti dei meccanismi interni dei loro orologi. Solo la numero tre al mondo, la Rolex, fa girare le sue lancette con meccanismi di produzione propria.

L’evoluzione del mercato degli orologi è stata in generale accompagnata da un forte movimento di concentrazione: negli ultimi due anni, 14 marche di orologi hanno cambiato proprietario, alimentando la crescita dei gruppi dominanti. Gruppi che tendono ora ad allargare la loro attività anche al settore dei gioielli, ancora più redditizio di quello degli orologi.

Intanto, all’ombra dei giganti, in Svizzera sono nate numerose piccole aziende che si muovono con un certo successo in mercati di nicchia a livello mondiale. E la richiesta di personale qualificato è molto alta.

Una situazione che ha rinnovato i fasti dell’industria orologiera elvetica, sull’onda dell’espansione dell’economia mondiale e dell’accresciuto numero di nuovi ricchi assetati di lusso. Sempre che i recenti rovesci in borsa non inducano i clienti ad attendere un altro po’ prima di comprare un nuovo gioiello della meccanica «made in Switzerland».

Andrea Tognina

Articoli più popolari

I più discussi

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.

Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR