Il padronato sostiene l’avvicinamento alle organizzazione internazionali
Alla «Giornata dell'economia» di venerdì a Zurigo, il presidente di economiesuisse, Andres F. Leuenberger, si è detto favorevole all'adesione della Svizzera all'ONU e alla messa in vigore di chiare regole nell'ambito del WTO. Il consigliere federale Couchepin ha invece criticato i pessimisti: ci sarà la ripresa congiunturale.
«Il mondo ha bisogno del WTO per avere chiare norme che proteggano dalla discriminazione, dall’arbitrio e dal protezionismo, ha detto Leuenberger. La globalizzazione non è il frutto di maligni capitalisti, bensì in primo luogo la conseguenza di un irreversibile sviluppo tecnologico.
La Svizzera ha tutto l’interesse a sostenere un ordinamento economico globale sotto gli auspici di una forte Organizzazione mondiale del commercio (WTO). Il sistema formativo diventerà inoltre sempre più importante.
Il presidente di economiesuisse – nata nel settembre 2000 dalla fusione tra Vorort e Società per il promovimento dell’economia svizzera (Proec) – ritiene più intelligente sfruttare la globalizzazione, invece di mettere il fenomeno alla sbarra senza riflettere. In quest’ambito di idee secondo Leuenberger è ora di normalizzare le relazioni fra Svizzera e ONU.
Guardando l’agenda di politica interna Leuenberger ha fatto riferimento ai «temi vitali» in votazione in dicembre. «L’imposta sugli utili da capitale sarebbe una tassa nuova e dannosa che deve essere scongiurata», ha detto. Invece economiesuisse è favorevole al freno all’indebitamento, affinché si possano comprimere i forti debiti della Confederazione.
Alla tribuna è poi passato Pascal Couchepin, che ha invitato a non abbandonare la via delle riforme dopo i successi degli scorsi anni. Secondo il ministro dell’economia aziende e consumatori potranno beneficiare di un ultieriore rafforzamento della concorrenza. Una politica di riforme costante è la migliore politica congiunturale e di crescita, ha aggiunto.
Per il futuro, Couchepin non s’attende un crollo della congiuntura, bensì unicamente un ritorno a tassi di crescita normali. L’1,5-2 per cento previsto per il 2001 e il 2002 rappresentano il potenziale a lungo termine del paese, ha detto il ministro.
swissinfo e agenzie
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