Il più grande battello solare del mondo dal 2001 sul lago di Bienne
La Società di navigazione del lago di Bienne metterà in funzione a partire dal giugno 2001 il più grande battello passeggeri elettro-solare del mondo. L'imbarcazione, costata 2 milioni di franchi, apre la via all'uso commerciale dei battelli solari.
«L’idea è nata cercando possibilità d’applicazione fotovoltaiche commecializzabili», ha spiegato mercoledì alla stampa Martin Pfister, presidente della società Mont-Soleil, promotrice del progetto. L’impresa, con sede a St-Imier (JU), possiede la più grande centrale solare della Svizzera e un centro di ricerche e sviluppo.
Il «MobiCat» mostrerà al pubblico le diverse applicazioni dell’energia solare, ha aggiunto il suo ideatore Rolf Minder, direttore della ricerca di Mont-Soleil. Non-inquinante e silenzioso, il MobiCat sarà utilizzato per tragitti speciali sul lago di Bienne. Dovrà attirare i turisti prima, durante e dopo l’Expo 02.
Con i suoi 33 metri di lunghezza e 11 metri di larghezza, potrà trasportare fino a 250 persone. La velocità massima è di 22 km/h e quella di crocera di 14 km/h. Grazie alla superficie fotovoltaica di 180 m2 sul tetto, usufruirà di un’autonomia di 120-170 km. Batterie al piombo accumuleranno l’elettricità e permetteranno una navigazione di diverse ore senza sole e non sarà necessaria un’altra fonte di energia.
Le componenti del MobiCat saranno costruite in diversi laboratori di produzione specializzati e il tutto sarà assemblato nel cantiere dalla Società di navigazione del Lago di Bienne a fine dicembre. Il battello solare è stato finanziato grazie ai contributi dalla Mobiliare Svizzera, dalla Certina Kurth SA, dall’Ufficio federale dell’energia, dalla BKW/FMB Energia SA e dalla Mont-Soleil.
swissinfo e agenzie
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.