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Il riciclaggio di fine anno

Keystone

Nell'imminenza dell'introduzione dell'euro, riemergono in Svizzera i soldi in nero di mezza Europa, cambiati in franchi o dollari.

Evasori, ma anche criminali, cercano di approfittare del “changeover” per riciclare sul mercato legale i loro soldi cambiandoli in franchi svizzeri o in dollari.

Malgrado un aumento dei controlli alle frontiere, il traffico verso la Confederazione, negli ultimi mesi, è stato particolarmente intenso.

Sono fra i 40 e i 50 milioni di marchi a varcare ogni giorno la frontiera fra Germania e Svizzera. A fare questa cifra è il ministero delle finanze tedesco che negli ultimi mesi, all’approssimarsi del changeover, ha appurato l’intensificazione dell’esportazione illegale di capitali.

I controlli, divenuti molti intensi, hanno permesso solo nel mese di ottobre di individuare alla frontiera con la Svizzera almeno 500 spalloni. Il doppio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il movimento di capitali in cerca di legittimazione proviene da tutta l’Europa. Dalla Germania ma anche dalla Spagna, da alcuni paesi dell’est come la Russia e naturalmente dall’Italia.

Le autorità italiane non vogliono però dare molto peso alla notizia. Per loro è più interessante reclamizzare il famoso scudo fiscale che dovrebbe permettere invece il processo contrario: rimpatriare almeno il 10 per cento dei capitali nascosti da cittadini italiani nelle banche svizzere e questo nell’assoluto anonimato e contro una minima multa.

La realtà è che invece le stesse autorità monetarie elvetiche, hanno notato negli ultimi mesi un forte aumento della richiesta di franchi, quasi il 10 per cento e soprattutto di carta moneta con tagli inusuali come i biglietti da mille e da 500 franchi.

Insomma, la situazione è abbastanza chiara. Approfittando del “changeover” chi vuol legalizzare i suoi soldi al nero o frutto di attività criminali cerca di portarli in Svizzera e cambiarli in franchi. Si calcola che l’economia sotterranea in Germania, Spagna o Italia varia dal 12 al 20 per cento del PIL.

Per l’economia elvetica la cosa non appare senza rischi. Il segreto bancario svizzero è da parecchio tempo sotto pressione. Il riversamento verso la Confederazione di miliardi di soldi di provenienza dubbia non aiuterebbe certo l’immagine della nostra piazza finanziaria.

Inoltre, nel caso in cui l’euro dovesse rivelarsi moneta instabile, il franco si trasformerebbe in bene rifugio. E questo potrebbe significare una grave crisi per la nostra industria di esportazione.

Francesco Darovio

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