Il segreto rimane una priorità per i banchieri svizzeri
Il segreto bancario rimane una priorità per l'Associazione svizzera dei banchieri (ASB). Future disposizioni contro l'evasione fiscale sono considerate accettabili soltanto se non incideranno unilateralmente sulla competitività della piazza finanziaria elvetica.
Le banche appoggiano il Consiglio federale nella ricerca di una soluzione costruttiva ed efficiente per la tassazione dei redditi da capitali, al fine di evitare abusi. Questo, in sintesi, quanto dichiarato mercoledì a Zurigo da Urs Roth, presidente designato della direzione dell’ASB.
La legittima protezione della sfera finanziaria privata dovrà però essere garantita, ha rilevato Roth. Grazie ad una modifica dell’imposta preventiva, la Svizzera può introdurre misure, atte a lottare contro l’evasione fiscale internazionale, perlomeno equivalenti ai provvedimenti pianificati dall’Unione europea.
Per Roth bisognerà inoltre trovare «soluzioni equivalenti» anche all’infuori del Vecchio continente e non solo per i Paesi citati dai Quindici. Fra i Paesi terzi figurano gli Stati Uniti, il Liechtenstein, il Principato di Monaco e quello di Andorra, nonché la Repubblica di San Marino. Se non saranno però coinvolte altre importanti piazze finanziarie come Singapore, Hong Kong ed il Giappone, si potrebbe assistere a «movimenti di grossa portata», ha aggiunto Roth.
L’ASB prevede perciò a breve e medio termine il lancio di apposite campagne informative con l’obiettivo di far conoscere meglio la propria posizione. A tal proposito Roth si recherà prossimamente in visita negli Stati Uniti, in Germania, Gran Bretagna, Francia, Italia e Spagna.
Anche Georg Krayer, presidente dell’ASB, ha sottolineato che il segreto bancario non protegge né criminali, né truffatori e neppure i fondi derivanti dalla corruzione. Le banche svizzere sono disposte a lottare contro gli abusi ed a sostenere le autorità nazionali e internazionali, ha aggiunto Krayer.
Le banche svizzere non desiderano però rinunciare tanto in fretta alla protezione della sfera privata finanziaria della clientela. Chi chiede la soppressione del segreto bancario svizzero, in gran parte lo fa per motivi di concorrenza, ha concluso il presidente dell’ASB.
swissinfo e agenzie
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