Il Ticino adotta la linea dura contro l’emergenza Tir
Il governo ticinese ha adottato un pacchetto di cinque provvedimenti per combattere l'invasione dei Tir, che sta compromettendo la circolazione sull'autostrada A2 Chiasso- Airolo. Tra le misure proposte, d'accordo con il Canton Uri, c'è anche il contingentamento dei camion in transito.
E Bellinzona alza la voce verso la Confederazione affinché affronti con più decisione e con un migliore coordinamento la gestione di un problema le cui conseguenze si fanno sempre più pesanti a sud delle Alpi.
Il pacchetto di misure è stato presentato mercoledì dal Direttore del Dipartimento del territorio Marco Borradori, il quale non ha mancato di criticare il Consiglio federale per l’inefficacia con cui sta affrontando l’emergenza Tir. “A parte l’istituzione dell’apposita task force – ha osservato – finora non abbiamo avvertito nessun’altra forma di intervento. Il 28 maggio il ministro dei trasporti Moritz Leuenberger incontrerà i rappresentanti dei cantoni e vedremo quello che succede. Comunque d’ora in avanti non faremo più niente se da parte della Confederazione non ci sarà un maggiore e concreto sforzo di coordinamento”.
Per intanto il Cantone fa da solo, e Borradori presentando il rapporto intermedio sul traffico ha annunciato le misure decise autonomamente dal Consiglio di stato. Innanzi tutto verrà costituito un apposito gruppo di lavoro cantonale che dovrà approfondire il dossier traffico e proporre entro fine giugno al governo nuove soluzioni.
Sempre mercoledì mattina Berna è stata informata via fax che in Ticino non saranno create altre aree di sosta per lo stoccaggio dei Tir, per cui restano disponibili solo gli attuali 350 posti. Quindi, un secco no alla richiesta della Confederazione di trasformare l’aeroporto di Ambrì in un mega parcheggio per i mezzi pesanti.
Altri 250 parcheggi sono messi a disposizione dal Canton Uri sulla corsia autostradale, per cui esaurita questa capacità di contenimento non saranno più accettati Tir in transito. Scatta insomma una forma di contingentamento indiretto che, d’accordo con Uri, funzionerà con un sistema di informazione a catena, permettendo man mano di bloccare i camion da sud a nord sino al grande portale d’ingresso di Basilea.
Ma il numero chiuso per i camion, secondo il Cantone, deve scattare alla dogana che in condizioni normali non può smaltire più di 5.500-6.000 veicoli al giorno. La possibilità di introdurre dei limiti ai transiti, ha ribadito Borradori, è prevista nelle misure accompagnatorie dell’accordo sui trasporti, sottoscritto coi trattati bilaterali tra Svizzera e Unione europea.
Il cantone intende inoltre introdurre il divieto di circolazione per i Tir alla vigilia di importanti festività per evitare il collasso del sistema viario. Inoltre, si farà di tutto per non penalizzare il traffico merci indigeno in entrata e uscita dal Ticino.
Sulla richiesta degli autotrasportatori stranieri di abolire il divieto notturno di circolazione per i camion, Bellinzona è irremovibile e spera che il Consiglio federale lo sia altrettanto.
In vista della riunione del 28 maggio, il 17 dello stesso mese s’incontreranno i rappresentanti di Ticino, Uri, Nidwaldo, Obwaldo, Svitto e Lucerna, i cantoni cioè più toccati dal traffico pesante, per mettere a punto una strategia comune. “Noi imposteremo la discussione con Leuenberger senza irrigidirci sulle nostre posizioni ha precisato Borradori- ma sosterremo con decisione le nostre ragioni”.
Intanto, si spera che la situazione sul fronte sempre più caldo dei Tir si raffreddi con l’entrata in funzione da giugno dell’ “autostrada viaggiante” del Lötschberg. Dal mese prossimo, 14 treni al giorno trasporteranno 65 mila veicoli, che diventeranno 105 mila nel 2002, per raggiungere i 315 mila nel 2005, quando ci saranno in servizio ben 42 convogli, i quali dovrebbero assorbire il 26 percento del traffico totale, che oggi transita attraverso il tunnel stradale del San Gottardo.
Libero D’Agostino
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