Il Ticino conta su Pasqua per la ripresa del turismo
Maglia nera al Ticino per i pernottamenti invernali. Negli scorsi mesi di gennaio e febbraio si è registrata una perdita del 10 percento. Ma il Cantone ora è pronto a riscattarsi. Si annuncia difatti una Pasqua quasi all'insegna del tutto esaurito: il livello di occupazione delle strutture tocca l'80-90 percento. Dopodiché dovrebbe essere un crescendo fino ad ottobre.
Il turismo, che rappresenta il secondo settore dell’economia cantonale, ha una cifra d’affari di quasi 2 miliardi di franchi all’anno. Gli operatori turistici non si scoraggiano dopo i circa 10mila pernottamenti in meno, che hanno assegnato al Ticino il peggior risultato a livello svizzero. Le intense nevicate dell’inverno scorso hanno favorito gli altri Cantoni, caratterizzati da stazioni sciistiche molto più rinomate di quelle ticinesi.
«I mesi invernali sono un periodo di bassa stagione per la Svizzera italiana – precisa Alberto Monticelli, amministratore delegato di Ticino Turismo – la neve ha portato un turismo di giornata, scoraggiando i soggiorni veri e propri». In realtà la partita per la Svizzera italiana si gioca tra aprile ed ottobre. E il trend degli ultimi anni fa ben sperare. Dopo il periodo nero della crisi, un arco di tempo in cui si è registrato un -22 percento, nel 2000 i pernottamenti hanno confermato la tendenza degli ultimi 3 anni.
L’anno scorso sono stati poco meno di 12 milioni (+2 percento) le presenze nelle 600 strutture ticinesi, tra alberghi, case di vacanza, ostelli, campeggi e quant’altro, che hanno una capacità di 23mila posti letto. Il 50 percento dei turisti diretti in Ticino è costituito da confederati, il 20 percento da tedeschi, il 10 percento da italiani e il 6 percento da americani. La durata media della permanenza alberghiera è di due giorni e mezzo.
Dal ’97 ad oggi si è recuperato il 15 percento per ciò che riguarda i pernottamenti. Ma difficilmente si tornerà ai tempi d’oro. «Nel settore la concorrenza è sfrenata, anche a causa dei last-minute, – dice Stefano Crivelli, product manager di Ticino Turismo – inoltre la clientela è sempre più esigente. Gli alberghi devono adeguarsi alle nuove esigenze di confort con interventi di ristrutturazione. Sarebbe tutto più facile, se le risorse finanziarie a disposizione fossero più consistenti». Dunque le difficoltà non mancano.
Oltre alla concorrenza, non aiuta di certo nemmeno il costante incremento del traffico pesante sulle strade. Ma il Ticino sta passando al contrattacco. Ha difatti avviato una nuova strategia per “aggredire” altri mercati. Oltre a quelli classici, quali Germania, Italia, Gran Bretagna e Stati Uniti, le nuove sfide sono costituite dalla Russia e dal Giappone.
Elisabetta Pisa
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