Il Ticino rivendica più attenzione da Berna
Difesa dei posti federali nel Cantone, finanziamenti per le infrastrutture stradali principali, garanzie sui tempi di realizzazione delle gallerie del Gottardo e del Ceneri per la linea Alptransit, maggiore cooperazione nella gestione del traffico pesante, potenziamento della piazza d'armi e assegnazione di una sede del Tribunale federale di prima istanza. Sono queste le rivendicazioni che il Ticino vuol far valere a Berna.
In vista della ripresa dell’attività politica federale, il Consiglio di stato si è incontrato giovedì con la Deputazione ticinese per mettere a punto un pacchetto di richieste su cui lavorare assieme e che a fine settembre saranno discusse con i consiglieri federali Moritz Leuenberger e Ruth Metzler.
Alla luce della recente notizia di un aumento dei costi per Alptransit, nella tratta di Sedrun, in cima alle preoccupazioni dei politici ticinesi c’è il problema della messa in esercizio contemporaneamente dei due tunnel ferroviari del Gottardo e del Ceneri che potrebbe subire dei ritardi. Per la galleria del Ceneri l’anno scorso Leuenberger si era detto in linea di massima d’accordo per un’apertura anticipata, compatibilmente, però, con la situazione finanziaria che si verrà a creare coi lavori della nuova linea ferroviaria.
“E’ ora necessario – afferma Fabio Pedrina, presidente della Deputazione – verificare se questa disponibilità c’è ancora. La messa in esercizio simultanea delle due gallerie è fondamentale per spostare il traffico pesante dalla strada alla ferrovia; ciò che è l’obiettivo strategico di tutta la politica dei trasporti”. Per il Ticino, traffico e transito dei veicoli pesanti restano due nodi cruciali che superano le possibilità e le stesse competenze cantonali. Perciò si chiede un maggiore impegno della Confederazione per il potenziamento della rete stradale e per il coordinamento del traffico pesante che, con il via libera ai Tir da 40 tonnellate, ha creato gravi problemi alla viabilità.
Altrettanta preoccupazione destano la continua perdita di posti di lavoro federali nel Cantone, circa 2000 negli ultimi anni, e i progetti di ristrutturazione della Posta che mette in pericolo ben il 55% degli sportelli in Ticino. “Per contrastare questa tendenza – spiega il presidente del governo, Luigi Pedrazzini – occorre una strategia di lungo respiro. Difendere gli impieghi federali nel cantone non basta, dobbiamo fare in modo che la Posta, le Ferrovie e Swisscom si rendano conto delle opportunità di guadagno che ci sono a Sud e nelle regioni del Nord Italia con cui il Ticino è economicamente integrato”.
Nel pacchetto di rivendicazioni figura anche il futuro della locale piazza d’armi nell’ambito della riforma di Esercito XXI. Tema quest’ultimo che è stato al centro di un recente incontro tra il capo delle forze terrestre Jacques Dousse e Pedrazzini che ha ricordato l’interesse del Ticino a strutture militari di importanza sovracantonale.
Deputazione e governo non intendono, infine, abbandonare la richiesta di una sede del Tribunale federale di prima istanza, penale o amministrativo. “L’ipotesi di decentrare in Ticino e nel Canton Ginevra alcuni servizi del Ministero pubblico federale – ribadisce Pedrazzini – non compenserà di certo un eventuale rifiuto. La battaglia per questa sede continuerà in Parlamento”.
Libero D’Agostino
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