Il traffico costa di più nelle città, ma pro capite incide di più la periferia
Quasi i due terzi dei 10 miliardi di costi «esterni» provocati dal traffico stradale e ferroviario sono imputabili ai centri urbani: completamente diversa la ripartizione del carico complessivo, se calcolato pro capite.
In questo caso le responsabilità maggiori sono da addebitare alle regioni di montagna scarsamente popolate. È quanto indica, a conferma di precedenti ricerche, uno studio dell’Ufficio federale dello sviluppo territoriale, secondo cui il principio che ogni mezzo di trasporto paga in funzione dei costi reali che provoca può certo ridurre il carico generale, ma non eliminare le differenze regionali.
Gli introiti finanziari derivanti da eventuali nuove tasse sui costi «esterni» dovrebbero perciò essere ridistribuiti sotto forma di compensazioni, per ridurre le disparità.
I trasporti, secondo un precedente studio pubblicato nel 1999, provocano «costi esterni» che non vengono pagati dagli utenti: la bolletta in termini di inquinamento, incidenti e deficit strutturali è di 10 miliardi di franchi all’anno, che vengono ribaltati sulla collettività e sul contribuente. La strada è responsabile nella misura del 60 percento e la ferrovia del 40 percento.
La ricerca dell’Ufficio dello sviluppo territoriale afferma che, in termini assoluti, le maggiori fonti di costo sono i centri urbani: per Zurigo, Ginevra, Berna, Basilea e Losanna la fattura varia da 350 a 740 milioni di franchi all’anno.
Completamente diversa la situazione se si calcola il carico pro capite: la media svizzera è di 1’490 franchi a testa e tra le città solo Zurigo e Basilea superano nettamente questo valore. Il dato più basso si riscontra nella regione di Sciaffusa (900 franchi) e quello più alto nella Bassa Engadina (3’900 franchi). Molto al di sopra della media si trovano tutte le regioni di montagna scarsamente popolate.
Proprio di questa disparità regionale molto pronunciata, afferma l’Ufficio, bisognerà tener conto nell’elaborazione della futura politica dei trasporti. Oneri finanziari e ridistribuzione delle risorse derivanti dalla tassa sui costi «esterni» dovranno essere livellati secondo un sistema di perequazione. Parte degli introiti dovrebbero poi essere utilizzati per finanziare i deficit infrastrutturali dei trasporti pubblici.
Le esperienze legate all’introduzione della tassa sul traffico pesante, in funzione dei chilometri percorsi, indicano che fattori di disuguaglianza regionale possono incontrare consensi solo se sono previste compensazioni.
swissinfo e agenzie
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