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Il virus “Codice rosso” ha colpito anche la Svizzera

Il virus riesce a propagarsi da un computer all'altro senza aver bisogno di infettare prima i files Keystone

Dopo gli Stati Uniti, il virus informatico "Codice rosso" ha colpito anche la Svizzera, dove almeno dieci server e le relative homepage sono stati infettati. Il virus ha minacciato anche i sistema dell'amministrazione federale, che però sono riusciti a respingere l'attacco.

«Il virus ha tentato di infiltrarsi anche nei sistemi informatici dell’amministrazione federale», ha indicato Claudio Frigerio, portavoce dell’Ufficio federale dell’informatica e della telecomunicazione (UFIT), aggiungendo che l’attacco è stato respinto grazie a un «antidoto» informatico installato per tempo e ora i sistemi sono al sicuro.

“Codice rosso” avrebbe però infettato i siti di parecchie rinomate ditte svizzere, ha detto Frigerio, il quale non ha però voluto specificare di quali ditte si tratti. Sui server dei provider svizzeri non sarebbero invece state trovate tracce del virus, che secondo Microsoft Svizzera attaccherebbe unicamente certi tipi di server che lavorano in rete, mentre la maggior parte dei PC degli utenti privati non sarebbero in pericolo.

Nel frattempo, un esperto di computer della Cina ha negato l’origine cinese del tenace virus, che la scorsa settimana ha messo in crisi la Casa Bianca. «Non c’è nessuna prova che questo virus sia stato creato dai cinesi – ha detto all’agenzia italiana Ansa Yu Chunhui, un esperto della società di computer Ruixing – Solo qualcuno dei nostri clienti è stato infettato, ma senza gravi problemi. Tutti hanno contatti con società straniere».

Il virus è in grado di diffondersi da un computer all’altro senza aver bisogno di infettare prima i file. Il giorno 19 luglio, in nove ore, ha raggiunto 250 mila sistemi in tutto il mondo e quindi li ha scatenati contro la Casa Bianca, alla vigilia dell’apertura del G8 a Genova. In alcuni casi, ha lasciato la firma “hacker cinesi”.

Ma secondo Liang Hong, del Centro antivirus della Pubblica di sicurezza di Tianjin (città a circa 120 chilometri da Pechino), dire che sia un prodotto cinese «è pura speculazione».

Secondo gli specialisti, il “Codice rosso”, considerato il virus più pericoloso mai comparso dal 1988, dovrebbe rifarsi vivo, mutato e ancor più temibile, la notte su martedì 1° agosto, alle 2 del mattino ora svizzera.

swissinfo e agenzie

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