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Il WEF deve tornare a Davos nel 2003

Il Forum economico mondiale di Davos si è trasferito a New York per solidarietà. Il parlamento retico preme perchè il WEF torni, temendo una perdita di immagine Keystone

Il parlamento retico ha chiesto a Cantone e Confederazione di adoperarsi col massimo impegno per far rientrare il Forum economico mondiale.

Il Canton Grigioni e la Confederazione devono intraprendere tutto il possibile per far tornare il Forum economico mondiale (WEF) a Davos dal 2003. Berna deve pagare la fattura dei costi di sicurezza, Coira deve contribuire al finanziamento della nuova piattaforma di discussione “Spirit of Davos”. Sono le direttive adottate mercoledì dal parlamento retico, al termine di due giorni di animato dibattito sul rapporto di Peter Arbenz circa il futuro della manifestazione.

Il Forum è un fiore all’occhiello non solo per i Grigioni, ma per tutta la Svizzera, hanno sottolineato i deputati retici. Lasciarselo sfuggire significherebbe perdere un’immagine elvetica di richiamo internazionale. Il Gran Consiglio ha perciò deciso che la Confederazione deve assumersi i costi di sicurezza del WEF, valutati a circa 10 milioni di franchi.

Il Cantone deve invece investire risorse e energie per concretizzare la proposta di Arbenz di creare una piattaforma aperta dove fautori e critici della globalizzazione possano confrontare le opinioni, in un ambito non violento garantito da un nuovo “spirito di Davos”. Il governo di Coira si è già detto disposto a partecipare con un milione di franchi a tal fine. Lo stesso ci si aspetta da Berna e dal WEF.

In tale contesto, il parlamento ha già dato oggi il nullaosta a un credito di 500mila franchi per i preparativi dell’edizione 2003 del Forum. Di questa somma, 200mila franchi devono servire per dare avvio all’iniziativa.

Il Gran Consiglio grigionese ha inoltre modificato l’ordinanza sulla polizia cantonale al fine di porre le basi per un futuro WEF, a Davos, con manifestazioni pacifiche. Con la revisione parziale vengono conferite basi legali che consentono alla polizia di adottare provvedimenti per garantire la sicurezza. Una disposizione combattuta invano dai deputati di sinistra, secondo i quali la polizia riceve così un lasciapassare per azioni arbitrarie nei confronti di privati cittadini.

Il prossimo Forum economico mondiale si terrà dal 29 gennaio al 4 febbraio 2002 a New York con 3000 partecipanti. Al centro dei colloqui del WEF vi saranno anche i temi della sicurezza e della pace per tutti, del dialogo fra le culture per meglio vivere insieme nonostante le differenze, del fossato fra i ricchi e i poveri. I partecipanti si interesseranno inoltre del rilancio economico e del nuovo modo di dirigere e governare.

«Davos a New York» intende essere la miglior risposta a quanto accaduto l’11 settembre, ha detto Klaus Schwab, presidente e fondatore del WEF. Il Forum è stato trasferito da Davos a New York per un anno, per solidarietà, ha ricordato.

Dopo la decisione di trasferire il Forum a New York abbiamo registrato poche rinunce, ha affermato Schwab, sottolineando che le nuove iscrizioni sono al contrario aumentate: «Molti dei partecipanti di New York non sarebbero andati a Davos».

Tuttavia, per evitare di soffocare nel gran numero di congressi che si svolgono nella Grande Mela, il WEF tenterà di «essere veramente una riunione internazionale e non americana. New York sarà l’occasione per altri punti di vista di esprimersi».

Una quarantina di organizzazioni non governative (ONG) sono invitate. «I tragici fatti dell’11 settembre hanno mostrato più che mai l’importanza di una piattaforma di scambi comune ai governi, alle società, alle organizzazioni internazionali, agli universitari e ai media», ha detto il fondatore del WEF.

La Fondazione World Economic Forum, con sede a Cologny (GE), dispone di 160 collaboratori di 30 nazionalità diverse. Il Forum rappresenta un terzo della sua attività e un quarto dei suoi ricavi.


swissinfo e agenzie

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