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In 4mila scrivono a Couchepin per salvare i servizi pubblici

L'appartenenza all'OMC non costituisce una minaccia per i servizi pubblici, sostiene Pascal Couchepin Keystone

Con una valanga di cartoline, 4 migliaia di persone hanno chiesto al consigliere federale Pascal Couchepin che i servizi pubblici svizzeri non siano sottomessi alle regole dell'Organizzazione mondiale del commercio. E il ministro dell'economia ha risposto personalmente a tutti, spiegando che ogni stato membro della WTO ha il diritto di legiferare autonomamente nel settore dei servizi.

Pascal Couchpin ha ricevuto quasi 4 mila cartoline in poco più di un mese, nell’ambito della campagna contro la «svendita mondiale dei servizi pubblici». La campagna era stata lanciata il 26 giugno di quest’anno da diverse organizzazioni non governative e sindacati attivi nei campi dello sviluppo, dell’ambiente e della politica sociale, per chiedere che i servizi pubblici di base non siano sottoposti alle regole dell’Organizzazione mondiale del commercio (WTO). Inoltre nella campagna si domandava l’annullamento degli impegni presi nell’ambito dell’Accordo generale sul commercio dei servizi (AGCS).

Nella sua risposta, il capo del Dipartimento federale dell’economia (DFE) rileva che ogni Stato, anche se fa parte della WTO, ha il diritto di legiferare in maniera autonoma per quanto riguarda i servizi, indica una nota diffusa oggi dal DFE. «L’AGCS vuole solo evitare provvedimenti d’ispirazione protezionistica», rammenta Couchepin, secondo il quale una norma di legge che assicuri le prestazioni dei servizi pubblici non è incompatibile con la WTO.

La definizione e l’organizzazione delle prestazioni spetta ai membri, osserva inoltre il consigliere federale, aggiungendo che finora la Svizzera non ha preso alcun impegno nei settori dell’energia, della salute, della posta, del cinema e dell’audiovisivo.
In vista della conferenza ministeriale della WTO che si svolgerà in novembre a Doha, nel Qatar, il Consiglio federale si esprimerà su un mandato negoziale, e in tale occasione renderà note le proprie intenzioni.

Secondo il consigliere federale, denigrare l’Organizzazione mondiale del commercio è un errore, poiché essa offre un forum a tutti gli Stati che possono così dibattere sulle forme che deve assumere la mondializzazione. Per i paesi poveri di materie prime come la Svizzera, il rafforzamento dell’ordine economico mondiale liberale è una priorità, secondo il capo del DFE. Il quale ricorda l’importanza del commercio mondiale, e quindi della WTO, per la Svizzera: il paese guadagna all’estero un franco su due.

swissinfo e agenzie

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