In buona salute l’orologeria svizzera
L'orologeria elvetica si appresta a segnare un nuovo record quest'anno: malgrado il rallentamento congiunturale, le esportazioni del 2001 dovrebbero raggiungere almeno i 10,5 miliardi di franchi.
Questo andamento è pronosticato dal presidente della Federazione orologiera svizzera (FH) François Habersaat. Nel 2000 le esportazioni equivalsero a 10,3 miliardi. Il proseguimento della crescita l’anno prossimo dipenderà molto dall’evoluzione dell’economia americana.
In un’intervista all’ats, Habersaat sottolinea che in confronto all’aumento del 14,4 % conseguito nel 2000, la progressione nell’esercizio in corso ha subito un notevole rallentamento. In particolare ha subito i contraccolpi dell’andamento del mercato statunitense, principale sbocco del settore. Nei primi dieci mesi del 2001, le esportazioni negli Stati Uniti erano in flessione del 10 % rispetto allo stesso periodo del 2000.
Il comportamento dei consumatori americani sarà determinante anche per l’evoluzione del settore nel 2002. Se la propensione al consumo negli Stati Uniti non riprende, potrebbe riflettersi negativamente anche sui mercati asiatici, osserva François Habersaat.
La FH resta comunque ottimista. «Gli elementi di fiducia esistono», afferma il presidente. A cominciare dal basso livello dei tassi d’interesse, che dovrebbe portare a un rilancio. «In seguito, con il rimborso fiscale iniziato dall’amministrazione Bush, la voglia di consumare dovrebbe riprendere».
Le esportazioni di orologi elvetici registrano peraltro ancora un forte incremento verso il Giappone e rimangono saldamente in salita ad Hong Kong. Sono pure in ascesa verso i paesi del Medio Oriente, in particolare in Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar.
Il settore punta inoltre le speranze sulla Cina, la cui quota dovrebbe diventare sempre più importante, «soprattutto con l’entrata di Pechino nell’Organizzazione mondiale del commercio», prevede Habersaat. «I dazi doganali dovrebbero così diminuire drasticamente, un vantaggio che si aggiungerà alla reputazione dello Swiss Made nel paese asiatico».
Gli americani incideranno pure sul mercato interno svizzero, anche se quest’ultimo, con un giro d’affari sui 500 milioni di franchi, rappresenta uno sbocco di poco peso per l’industria orologiera elvetica. Secondo la FH, esso dipende moltissimo dal turismo estero. E l’afflusso di vacanzieri provenienti da oltre frontiera attualmente è in diminuzione.
Il settore deve essenzialmente ai prodotti di lusso la sua resistenza al rallentamento: gli orologi il cui prezzo di fabbrica supera i 3000 franchi rappresentano il 35 % delle esportazioni, quelli fra i 500 e i 3000 franchi costituiscono il 43 % e quelli fra i 200 e i 500 franchi il 10 %.
swissinfo e agenzie
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