In crisi il Nuovo mercato della Borsa svizzera
A due anni dal lancio, il Nuovo mercato della Borsa svizzera è in crisi. I corsi dei titoli sono a bassi livelli, gli investitori hanno scarsa fiducia e le società non osano più lanciarsi su tale mercato.
L’euforia degli inizi ha lasciato il posto alla depressione, come d’altro canto è successo per altri listini dei valori tecnologici. «Il Nuovo mercato della Borsa svizzera (SWX New Market) sembra praticamente morto», rileva Max Bolanz, direttore dell’ufficio di consulenza zurighese Vermögenszentrum (VZ). «Lo sviluppo è deludente», ammette Robert Wyss, responsabile del Nuovo mercato.
I corsi sono crollati. Dopo avere raggiunto i 15,7 miliardi di franchi nel settembre del 2000, la capitalizzazione borsistica è scesa di 9,6 miliardi, attestandosi attualmente a 6,1 miliardi.
L’indice del Nuovo mercato (SNMI) ha raggiunto l’apice nel marzo 2000, a quota 2400. Ieri ha chiuso la giornata a 649,7 punti. Martedì aveva toccato il minimo di 637 punti. La perdita da inizio anno oltrepassa il 50 per cento.
Alcuni titoli hanno subito contrazioni ancora più pesanti. Ad esempio Think Tools e l’americana E-Centives hanno registrato una flessione superiore al 93 per cento da inizio gennaio, Day Interactive un calo dell’85 per cento. Dei 16 titoli quotati al New Market sono progrediti unicamente la società farmaceutica americana Biomarin (più 36 per cento) e la Banca Swissfirst (più 3 per cento).
L’evoluzione ha effetti dissuasivi per le offerte pubbliche iniziali (Ipo). Una settimana fa la SIS Group di Bienne, impresa che produce strumenti chirurgici oculari, ha gettato la spugna alla vigilia della sua entrata in Borsa, per evitare un fiasco.
L’ultima Ipo risale al novembre del 2000 ed era stata effettuata dalla società israeliana Telemedicine. Robert Wyss non esclude che il 2001 possa terminare senza una nuova Ipo, anche se spera ancora in tre nuove società quotate entro dicembre. Lo scorso gennaio aveva detto di prevedere 14 nuove quotazioni per quest’anno.
Una sola certezza: il Nuovo mercato non raggiungerà quest’anno la soglia critica di 50 titoli quotati. La sua sopravvivenza non è però in pericolo, secondo Wyss.
Per Max Bolanz, del VZ, una delle ragioni dell’insuccesso è la soglia troppo bassa stabilita per aderire al New Market. Le imprese devono lavorare alcuni anni con capitali privati, prima di aprirsi al pubblico, ha detto Bolanz.
La Vontobel ha già introdotto regole più severe, ha indicato Sergio Terribilini, vicedirettore del settore investimenti di questo istituto. Ad esempio la banca tiene in maggior conto il giro d’affari realizzato rispetto a quello pronosticato.
L’UBS Warburg propone una riforma parziale, ha detto la portavoce Katarina Kral. Il Nuovo mercato dev’essere riveduto: l’UBS avvierà discussioni con la Borsa a tal proposito, ha aggiunto.
Robert Wyss esclude dal canto suo una revisione. La trasparenza richiesta alle società quotate è già alta, rispetto ad altri mercati, ha spiegato il responsabile del Nuovo mercato.
swissinfo e agenzie
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