In flessione i risultati del Credit Suisse Group
La seconda banca svizzera ha realizzato un utile operativo di 1,726 miliardi di franchi nel primo trimestre del 2001. Secondo quanto annunciato dalla direzione del Credit Suisse Group si è registrato un calo del 12 percento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e dell'8 percento se paragonato al quarto trimestre 2000.
L’utile netto ha raggiunto quota 1,428 miliardi di franchi, in flessione del 25 percento rispetto al primo trimestre 2000. L’afflusso netto di nuovi fondi è stato di 19,9 miliardi, pari a una crescita annuale del 5,9 percento. A fine marzo i patrimoni in gestione erano di 1 365,7 miliardi di franchi, lo 0,5 percento in più rispetto al 31 dicembre.
Malgrado la contrazione, l’utile netto si situa nella fascia superiore delle previsioni degli analisti. Il CSG afferma di aver rafforzato la propria posizione nel corso del primo trimestre 2001 nell’ambito dei suoi principali settori di attività – gestione dei capitali e investment banking – nonostante le condizioni difficili dei mercati finanziari.
Viste le circostanze, il CSG se l’è cavata bene, ha dichiarato Lukas Mühlemann, presidente del consiglio di amministrazione e della direzione del CSG. L’integrazione della banca americana Donaldson, Lufkin & Jenrette (DLJ) è stata attuata più rapidamente del previsto, ha rilevato Mühlemann. L’acquisizione ha già fatto sentire i primi riflessi positivi nel periodo in rassegna.
La situazione difficile sui mercati dovrebbe comunque continuare anche nel secondo trimestre, ha osservato il presidente. Tale andamento avrà verosimilmente ripercussioni negative sulle attività del gruppo nella gestione patrimoniale e nell’investment banking. Il CSG ritiene di riuscire comunque ad affermarsi.
Se la situazione non dovesse migliorare nel terzo e nel quarto trimestre, ci si dovrà attendere che il CSG non raggiunga i buoni risultati del 2000, ha affermato Mühlemann, aggiungendo che è prematuro formulare pronostici definitivi.
Nel periodo in esame, i ricavi si sono attestati a 11,091 miliardi di franchi, segnando una progressione del 21 percento rispetto al periodo corrispondente del 2000 e del 4 percento rispetto agli ultimi tre mesi dell’anno scorso.
I costi d’esercizio sono progrediti del 35 percento, salendo a 7,984 miliardi di franchi. L’incremento è dovuto principalmente all’integrazione della DLJ. Il controllo dei costi rimane una preoccupazione prioritaria per la grande banca.
La redditività dei mezzi propri (su base operativa) si è attestata al 13,9 per cento, contro il 24,9 percento tra inizio gennaio e fine marzo del 2000.
L’unità Credit Suisse Financial Services ha conseguito un utile operativo di 428 milioni di franchi, in calo del 5 per cento su base annua, ma in crescita del 6 percento rispetto al trimestre precedente.
Sono evoluti positivamente gli affari con la clientela svizzera. D’altro canto la Winterthur Insurance ha segnato una crescita del 6 per cento da un anno all’altro per l’utile operativo, mentre la Winterthur Life & Pensions nello stesso lasso di tempo ha fatto registrare un più 23 per cento.
Il risultato operativo del Credit Suisse Private Banking si è ridotto del 13 per cento rispetto al primo trimestre 2000, ma è progredito del 4 per cento su base trimestrale, passando a 645 milioni di franchi. Il comparto ha annunciato un afflusso di fondi pari a 8,4 miliardi di franchi, a cui vanno aggiunti 3,7 miliardi provenienti dalla società britannica di investimento JO Hambro.
Credit Suisse Asset management ha ottenuto un utile operativo di 68 milioni di franchi, in calo dell’8 percento su base annua e del 33 per cento da un trimestre all’altro. L’afflusso di nuovi fondi si è fissto a 6,8 miliardi di franchi.
Il Credit Suisse First Boston non è riuscito ad eguagliare il risultato dei primi tre mesi dell’anno scorso. L’utile operativo è diminuito del 15 percento, scendendo a 659 milioni. Su base trimestrale la flessione ammonta al 27 per cento.
swissinfo e agenzie
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