In forse l’asta per le concessioni delle licenze UMTS in Svizzera
Sempre meno probabile lunedì l'asta svizzera per le concessioni UMTS, i telefonini della terza generazione. Stando al settimanale SonntagsZeitung le imprese telecom svizzere diAx e Sunrise si stanno fondendo. La decisione lunedì mattina alle 8 e 30.
La fusione tra i due operatori telecom svizzeri diAx e Sunrise se andasse in porto si rivelerebbe disastrosa per l’asta poiché farebbe scendere i concorrenti a quattro, ossia tante quante sono le concessioni in vendita.
Stando al settimanale della domenica zurighese, che dice di basare le proprie affermazioni su «diverse fonti», una dichiarazione d’intenti sarebbe stata siglata domenica e, anche se dovessero rimanere aperte le complesse questioni di proprietà azionaria inerenti a una fusione, le due società intenderebbero in ogni caso mettersi insieme in vista dell’asta di lunedì.
Questa sarebbe dunque già finita prima di cominciare e l’introito per la Confederazione, invece dei 6-10 miliardi di franchi inizialmente previsti, si ridurrebbe a 200 milioni: 50 per ogni concessione, somma corrispondente all’offerta minima iniziale.
Dei nove candidati che erano ancora in lizza una settimana fa quattro hanno desistito, gli altri possono farlo fino all’inizio dell’asta che dovrebbe iniziare lunedì mattina alle 9. Il condizionale è d’obbligo perché l’Ufficio federale delle comunicazioni (Bakom) ha indetto per lunedì mattina alle 8 e 30 all’hotel Schweizerhof di Berna una conferenza stampa nella quale, secondo indiscrezioni, potrebbe annunciare il blocco dell’asta.
Oltre a diAx e Sunrise, ancora in lizza sono rimasti tre candidati: Swisscom, che controlla il 70 percento dell’attuale mercato dei telefonini e che ha appena annunciato l’associazione con la britannica Vodafone; Orange, di cui, pure in settimana, si è assicurata la maggioranza France Télécom; ed infine la spagnola Telefonica.
Uno scenario possibile, oltre all’assegnazione delle concessioni al prezzo stracciato di 50 milioni ciascuna ai concorrenti rimasti in lizza, è dunque quello di un rinvio dell’asta, caldeggiato dalla sinistra e dai sindacati.
Il sindacato cristiano-sociale dei servizi pubblici e del terziario Transfair e la Federazione svizzera dei sindacati cristiani (FSSC) si sono infatti pronunciati già venerdì per questa soluzione, affinché Berna possa predisporre una nuova strategia. Cinquanta milioni «sono troppo pochi, la Confederazione ci perde troppo», ha dichiarato la consigliera nazionale socialista Susanne Leutenegger- Oberholzer citata dai due giornali domenicali.
Sempre venerdì, Fulvio Caccia, presidente della Commissione delle comunicazioni (ComCom) ha giudicato positiva l’eventualità che in Svizzera non si giunga ad una guerra dei prezzi come in Germania o in Gran Bretagna.
L’eventuale vendita a basso prezzo delle quattro licenze «sarebbe soprattutto un guadagno per i consumatori, ha dichiarato al giornale romando «Le Matin» Jean-Jacques Vouga della società diAx: «Se non ci si rovina a causa di un prezzo esagerato come in Germania o in Gran Bretagna si potrà impiegare il capitale per sviluppare nuovi servizi». Ma la deputata del Partito Socialista Leutenegger- Oberholzer è scettica: «Non c’è nessuna garanzia che i soldi risparmiati dalle società di telecomunicazioni profittino ai clienti svizzeri».
Il Dipartimento federale delle finanze (DFF), per bocca del suo portavoce Daniel Eckmann, ha deplorato di vedersi sfuggire la prospettiva di incassi ingenti, che permetterebbero di ridurre i debiti della Confederazione. Il DFF ritiene tuttavia che una guerra rovinosa tra gli operatori non sia desiderabile per l’economia elvetica.
In agosto l’UFCOM aveva previsto di poter incassare dai 3 ai 6 miliardi di franchi, sulla base dei dati relativi ai proventi ottenuti in altri paesi europei. Le aste per l’attribuzione delle licenze WLL (Wireless Local Loop, telefonia locale senza filo), realizzate in Svizzera nella primavera del 2000, avevano permesso alle casse statali di raccogliere 583 milioni di franchi.
Negli ultimi mesi aste analoghe per l’assegnazione delle licenze UMTS si sono svolte in numerosi paesi europei: Olanda, Italia, Austria, Gran Bretagna, Germania. In Gran Bretagna la vendita ha fruttato più di 60 miliardi di franchi e in Germania quasi 80 miliardi. In Italia è stato invece pagato un prezzo irrisorio, dopo che diverse società si erano ritirate all’ultimo momento, sollevando un’ondata polemiche. La Francia, il Portogallo e la Svezia hanno preferito vendere le licenze agli operatori, senza ricorrere alla procedura dell’asta.
Da segnalare che l’asta per l’assegnazione delle licenze UMTS in Svizzera può essere seguita su Internet al sito www.umtsauction.ch.
Le nuove tecnologie UMTS (Universal Mobile Telephone System) entreranno in funzione in Svizzera soltanto a partire dal 2002. Permetteranno di trasmettere dati sulla telefonia mobile con una velocità pari a 200 volte quella attuale e di navigare in tempo reale su Internet.
swissinfo e agenzie
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