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In piazza a Berna contro lo smantellamento sociale

Si sono dati appuntamento in 20.000 sabato a Berna per una manifestazione nazionale organizzata dai sindacati. Tra le rivendicazioni figurano la piena compensazione dell'inflazione, aumenti salariali e il mantenimento dello Stato sociale.

Il via è stato dato da un raduno indetto dal Sindacato dei trasporti pubblici (SEV). In un clima di determinazione, ma anche di fiducia, i ferrovieri hanno chiesto la piena compensazione del rincaro e aumenti reali degli stipendi del 2 percento. Nel mirino dei manifestanti è finito il presidente della direzione delle FFS Benedikt Weibel: in numerosi striscioni veniva indicato come il responsabile del degrado delle condizioni di lavoro dei ferrovieri.

«Assistiamo a una diminuzione degli effettivi invece di un rafforzamento laddove è necessario», ha denunciato nel suo discorso il vice-presidente del SEV Benoît Rohrbasser. In un intervento infiammato, il presidente Ernst Leuenberger ha messo in guardia i dirigenti delle FFS: «con i ferrovieri non si scherza: la loro pazienza ha dei limiti».

Riuniti proprio in un piazzale che costeggia la linea ferroviaria, i dimostranti venivano salutati e incoraggiati con un lungo fischio dai treni che transitavano in continuazione: un modo di aderire alla protesta per i macchinisti e il personale dei treni che oggi dovevano lavorare.

I ferrovieri si sono quindi uniti ai partecipanti della manifestazione nazionale: sventolando bandiere delle varie federazioni sindacali, innalzando striscioni, fischiando e scandendo slogan, i dimostranti sono partiti in corteo nei pressi della stazione. Dopo essere sfilati per le vie del centro cittadino, verso le 14:30 sono confluiti sulla Piazza federale, dove ci sono stati i discorsi di una decina di oratori.

swissinfo e agenzie

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