Informazione online: cronaca di una crisi annunciata
Licenziamenti a Swisscontent. Problemi anche in Svizzera per i fornitori di informazione su internet.
Per il giornalismo online il 2001 è stato un anno difficile: la crisi che ha colpito questo nuovo settore dell’informazione ha portato ad un ridimensionamento dell’offerta e alla conseguente soppressione di posti di lavoro. Il rallentamento della congiuntura, la diminuzione degli introiti derivanti dalla pubblicità e non da ultimo la crisi di sfiducia, innescata dagli attentati dell’11 settembre, hanno dato il via alla lenta agonia del giornalismo online, un po’ in tutto il mondo, toccando siti prestigiosi come quello della CNN.
Anche in Svizzera la crisi si manifesta in modo palpabile: Swisscontent, con sede a Berna, sopprimerà 12 dei 45 impieghi. Nata appena due anni fa, la ditta deve fare i conti con il ridimensionamento del suo cliente principale, il portale interattivo della Posta, Yellowworld e con la crisi del mercato. Contratti già pronti per la firma, all’ultimo momento sono stati annullati, spiega Daniel Schneider, produttore di Swisscontent.
Stesso scenario nella Svizzera francese. Edipresse ha investito 13 milioni di franchi in Edicom, la sfida multimediale del gruppo. Anche Edicom ha dovuto licenziare una decina di persone. Il motivo principale, secondo gli analisti del settore, è legato al fatto che Internet non rende abbastanza. La percentuale degli introiti derivanti dalla pubblicità, su internet, si aggira infatti sull’1,7%, afferma Carlos Sanchez, direttore commerciale di Ringier Romandie.
La crisi del giornalismo online è però anche legata a fattori psicologici. All’inizio del boom dell’informazione elettronica, si è puntato troppo in alto, sicuri di ottenere un successo immediato e rapido e ora bisogna fare marcia indietro. La stessa pubblicità è una lama a doppio taglio: i portali che si concentrano sull’informazione e tralasciano la pubblicità sono più credibili, “la gente li apprezza di più” ci dice Peter Salvisberg, caporedattore di swissinfo.
D’altronde, negli ambienti radiotelevisivi si affronta il futuro con più ottimismo. “Abbiamo cominciato più tardi degli altri”, spiega il webmaster Guy Dessaux” e non abbiamo dovuto investire a lungo nelle nuove tecnologie”. I responsabili della Televisione romanda sottolineano di avere come obiettivo la modernizzazione dell’azienda e non l’ambizione di diventare “il numero uno sulla scena dei web”.
Peter Salvisberg va più in là nella sua analisi: “Chi, come swissinfo, fornisce un prodotto serio e di qualità, non ha nulla da temere. Attraverso il nostro sito possiamo collaborare con le altre regioni della SSR”, precisa Peter Salvisberg. “In questo modo anche l’utente trae profitto dalla produzione di qualità delle altre unità aziendali. Il pubblico apprezza anche la nostra offerta online, sia giornalistica che di rubriche di servizio, in nove lingue”. Di fronte a queste premesse, swissinfo, che permette di accedere facilmente anche agli altri siti della Società svizzera di radiotelevisione, guarda con fiducia al futuro.
Tecnologie d’accesso
A medio termine comunque, tutti i fornitori di informazione elettronica saranno confrontati anche con un altro problema: quello della diffusione del loro prodotto via telefono, cioè con il sistema analogico, oppure con quello via ISDN o mediante il sistema a banda larga. Quest’ultimo sistema, il più moderno e all’avanguardia, ha il vantaggio di permettere all’utente di accedere molto rapidamente all’informazione, che grazie a questa tecnologia può essere molto più consistente in termini di kilobites.
Dagli studi fatti finora, risulta che è soprattutto il pubblico giovane ad interessarsi per questo tipo di offerta, ma l’elevato costo di questo sistema ne limita la popolarità. Il sistema a banda larga stenta ad attecchire. Gli esperti del settore si lamentano: “Finchè non ci sono abbastanza utenti per la banda larga, non ci saranno nemmeno i contenuti adeguati”, afferma Urs Wolfensberger, responsabile della ditta Jupiter MMXI, specializzata in ricerca di mercato, che ha effettuato uno studio sui vari sistemi di accesso.
Nuovi obiettivi, un nuovo pubblico, nuovi sistemi di diffusione: anche nel prossimo futuro, dunque, il giornalismo online dovrà affrontare nuove sfide che andranno ad aggiungersi alla difficile situazione che sta attraversando l’informazione elettronica.
Elena Altenburger
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