The Swiss voice in the world since 1935

Internet e borsa: gli indipendenti mettono le banche sotto pressione

Con Internet, non bisgna più consultare i corsi della borsa dalle vetrine delle banche e si possono eseguire tutte le operazioni dallo schermo del proprio computer Keystone

Continua il calo dei prezzi di compravendita di titoli attraverso internet. Nuove società, che operano sulla rete in modo indipendente, mettono in difficoltà le grandi banche. La forte concorrenza va a tutto vantaggio dei clienti.

Grazie al web l’accesso alla borsa diventa più democratico: in Svizzera sono già una dozzina le società che si contendono il mercato. All’inizio di luglio Swissbrokers ha ottenuto dalla Commissione federale delle banche l’autorizzazione di operare indipendentemente dagli istituti. Una domanda analoga è stata presentata anche da Swissquote.

Concretamente il cliente può effettuare le sue transazioni attraverso conti aperti direttamente presso queste società, conti che sottostanno alla legge sulle borse. In questo modo gli operatori non devono più versare commissioni a terzi.

Questo tipo di organizzazione permette di ridurre sensibilmente i costi della compravendita di titoli: i broker su internet prelevano commissioni che risultano fino alla metà di quelli pretesi dai servizi online delle banche, per non parlare poi delle tariffe normali.

Un esempio concreto: l’acquisto di un’azione di 8’000 franchi sul mercato svizzero costa 22,50 franchi presso Consors suisse, filiale dell’operatore tedesco, e 40 franchi presso Youtrade del Credit suisse. Chi non vuole ricorrere ad internet è costretto a sborsare di più, all’UBS per esempio 96 franchi.

Le differenze tra banche online e operatori indipendenti si spiegano con i costi amministrativi quasi nulli che devono sopportare questi ultimi. Inoltre «siamo più liberi dei broker degli istituti finanziari, che devono fare attenzione a non sottrarre lavoro ad altri settori d’attività», afferma Marc Burki, presidente della direzione di Swissquote.

Agire al ribasso sulle tariffe potrebbe garantire una forte crescita alle nuove società. Swissquote, che controlla attualmente il 15 percento del mercato svizzero delle transazioni online, spera di raddoppiare i suoi 6’500 conti entro la fine dell’anno. La società di Gland (VD), con 80 impiegati, punta ad entrare in zona utili nel 2001.

Situazione analoga presso Swissbrokers, che vuole passare a medio termine dagli attuali 3’000 clienti a 10 000. Il gruppo basilese impiega 50 persone e mira a fare al più presto la sua entrata in borsa, ha spiegato il suo portavoce Jürg Sigerist.

Le banche cercano di far fronte alla nuova situazione offrendo nuove prestazioni al consumatore. Da luglio Youtrade premette ad esempio di collezionare punti qualiflyer. Forte dei suoi 21 000 clienti, la filiale di Credit Suisse non intende comunque abbassare le tariffe, puntando tutto sull’esperienza e sulla qualità della consulenza.

Anche l’UBS fa leva su nuovi prodotti, come Tradepac, lanciato in ottobre e che conta attualmente 7’600 clienti. Ma continua a proporre un servizio con consulenza, l’E-banking Classic. «Ci stiamo orientando verso una tassazione separata della consulenza», afferma la sua portavoce Sibylle Thali.

Jürg Sigerist persegue una strategia diversa. «Il futuro appartiene ai campioni della comunicazione e della trasparenza. Il cliente sa quanto costa realmente una transazione. Se vuole fare da solo, pagherà un prezzo minore», afferma il portavoce di Swissbrokers.

A suo avviso però non si arriverà a servizi completamente gratis. Contrariamente agli Stati Uniti, dove i prezzi scendono fino a sei dollari, in Svizzera il volume dei titoli trattati alla borsa di Zurigo – il mercato privilegiato dai clienti online – è relativamente ristretto.

Anche oltre Atlantico inoltre l’operatore più gettonato non è necessariamente il meno caro. Stando ad una classifica stilata da Gomez.com, un’autorità nel campo del commercio elettronico, il numero uno Charles Schwab è solo 54esimo se si considera le tariffe più convenienti.

swissinfo e agenzie

Articoli più popolari

I più discussi

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.

Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR