Internet: la polizia federale a caccia dei siti neonazisti
I siti neonazisti du Internet sono nel mirino dell'Ufficio federale di polizia (UFP), che la settimana scorsa è intervenuto presso il fornitore Cablecom, il quale ha chiuso l'accesso a un sito in Germania. Ma la caccia resta difficile.
Tredici gruppi neonazisti tedeschi avevano trovato ospitalità, qualche settimana fa, su un server di Swissonline, filiale di Cablecom, la cui sede si trova a Zurigo. Un sito-paravento iscritto sotto un solo nome rinviava a link o pagine contenenti testi razzisti proibiti in Germania.
Il portavoce di Cablecom ha indicato che l’accesso al sito in questione è stato subito bloccato dopo l’avvertimento dell’UFP. Mercoledì, altri link e pagine nascoste in altri siti sono stati bloccati.
“Con Internet non si è mai sicuri completamente di non ospitare siti neonazisti”, ha aggiunto il portavoce di Cablecom, che ha rafforzato i controlli e collabora con l’UFP. Dal canto suo, l’UFP ha indicato di essere in contatto con altri fornitori svizzeri di accesso a Internet.
La polizia federale, da due anni mette un accento maggiore alla caccia a questi siti. Gli specialisti si basano su ricerche mirate e su fonti degli ambienti dell’estrema destra, ma i mezzi di controllo sono limitati e Internet è estremamente flessibile.
Di solito, quando un sito è scoperto, il provider è subito informato e l’accesso rapidamente bloccato. L’UFP prepara in seguito un dossier, che trasmette al cantone coinvolto. Questo decide se aprire una procedura penale.
Non ci sono dati precisi sui portali “nascosti”, ma secondo gli esperti dell’UFP ci sono attualmente in Svizzera una decina di siti neonazisti. Non si può parlare di recrudescenza, ma gli estremisti -siano essi di destra o di sinistra- ricorrono sempre di più a Internet per comunicare fra di loro.
swissinfo e agenzie
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