L’aeroporto di Zurigo continua a mirare in alto
L'aeroporto di Zurigo Kloten vuole continuare a crescere per diventare un grande «hub», a prescindere dal futuro della Swissair. L'ha detto alla conferenza stampa di bilancio il direttore della Unique Zurich Airport, che peraltro deve ancora risolvere i probloemi legati al rumore e alla puntualità.
La precisazione del direttore Josef Felder s’è resa necessaria dopo che una parte dei mass media svizzero-tedeschi avevano messo in dubbio nelle ultime settimane l’utilità di continuare ad investire, anche dopo una probabile crisi di ridimensionamento della compagnia di bandiera, enormi risorse in un aeroscalo troppo grande per la Svizzera e destinato a servire prevalentemente i passeggeri in transito.
«Non vi sono motivi – ha detto il direttore Felder – per mettere in questione l’ampliamento, avviato all’inizio degli anni Novanta perché l’aeroporto aveva raggiunto i propri limiti di capacità. Oggi investiamo due miliardi di franchi in sicurezza, puntualità, affidabilità e qualità; e questo indipendentemente dal comportamento dei poteri pubblici o dalla strategia futura della Swissair. Non si dimentichi che gli affari più importante del nostro aeroporto sono l’economia svizzera e gli svizzeri che viaggiano. Questa è la base, che rimane, comunque si evolva la Swissair in futuro».
Ma anche i problemi rimangono e diventano sempre più grandi. Da una parte c’ la Germania, che vuole limitare i sorvoli del suo territorio a 80’000 l’anno, quando già adesso sono almeno la metà del totale di 325’000.
L’accordo di sorvolo con la Germania scadrà il 31 maggio, le trattative si sono arenate e le autorità tedesche appaiono irremovibili e decise ad agire unilateralmente. Felder non esclude, in tal caso, di ricorrere ai tribunali europei.
In secondo luogo, nonostante l’impetuosa crescita degli ultimi cinque anni, la gara con l’aeroporto di Malpensa (il più pericoloso concorrente di Zurigo Kloten) sembra destinata comunque ad essere persa. Il tasso d’incremento dei passeggeri s’è fermato all’8,4 per cento, mentre lo stesso dato di Malpensa veleggia oltre il 22 per cento.
Anche il numero dei movimenti è cresciuto del 6,3 per cento a fronte del 15,2 registrato da Malpensa. E il tasso d’aumento del trasporto merci dell’aeroporto milanese è il doppio rispetto a quello di Zurigo: 20 contro 10,2 per cento. Se a questo rallentamento complessivo si dovesse aggiungere in futuro un possibile ridimensionamento della Swissair, le prospettive di crescita acquisterebbero oggettivamente ben altre dimensioni rispetto a quelle attuali.
Solo nella puntualità Zurigo presenta dati migliori, ma è pur sempre al quinto posto nella classifica degli aeroporti che registrano le più alte percentuali di ritardi superiori ai 15 minuti. Una volta terminati i lavori, però, la puntualità dovrebbe decisamente migliorare, Germania permettendo. Restano i problemi ambientali locali, per i quali l’aeroporto incontra una crescente resistenza tra la popolazione dei comuni circostanti.
Dal punto di vista finanziario, il primo anno di gestione della Unique Zurich Airport dopo la privatizzazione, s’è concluso bene: cifra d’affari e utile lordo sono cresciuti del 10 per cento. Solo l’utile netto è sceso del 7 per cento, a causa delle imposte pagate in seguito alla privatizzazione.
Il direttore Felder s’è mostrato ottimista; ma il progetto di creare un grande centro commerciale in appoggio alle attività dell’aeroporto spiega, più delle parole non dette, i timori sulla necessità di attirare un crescente numero di passeggeri in transito per realizzare l’ambizione di diventare un grande «hub» europeo.
Silvano De Pietro
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