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L’economia non vuole nuove tasse energetiche

Le tasse energetiche che verrebbero introdotte se fossero approvati gli oggetti in votazione il 24 settembre "danneggiano l'economia e in particolare le piccole e medie imprese. Inoltre non favoriscono la protezione ambientale."

Lo afferma il comitato «L’economia contro nuove tasse energetiche», che martedì a Berna si è presentato come un fronte comune e compatto. Tali tasse sono inadeguate; l’utilizzo del loro gettito è improprio; si ripercuoterebbero sui piccoli imprenditori; metterebbero a rischio il turismo, in particolare il settore alberghiero di montagna; impoverirebbero le aziende idroelettriche, che perderebbero più di quanto riceverebbero sotto forma di sovvenzioni.

Composto di 175 membri, tra cui numerosi parlamentari federali (PLR, UDC, e PPD), il comitato è del parere che le nuove tasse frenerebbero la ripresa economica facendo lievitare i prezzi.

I tre oggetti sottoposti al popolo a settembre riguardano due tasse differenti. La prima prevede il prelievo di una tassa sulle energie non rinnovabili per finanziare tecnologie legate alle energie rinnovabili. In questo caso la scelta è tra una tassa di 0,5 centesimi al kWh per 20 anni (iniziativa) e una tassa di 0,3 cts kWh per 15 anni (controprogetto).

Il gettito della seconda tassa (al massimo 2 cts/kWh), destinata a subentrare alla prima, servirà a ridurre gli oneri salariali di circa l’1 percento.

La prima tassa (0,5 cts/kWh) dovrebbe fruttare 750 (iniziativa) o 450 (controprogetto, ossia 0,3 cts/kWh) milioni di franchi all’anno. La seconda tassa dovrebbe fruttare quattro volte più di quella dell’iniziativa.

Per Andres Leuenberger, presidente del Vorort, le tasse graverebbero sull’economia e sulle famiglie; apporterebbero nuove disuguaglianze nella popolazione e nelle regioni. Inoltre, le piccole e medie imprese sarebbero penalizzate. Contrariamente alle grandi, esse non approfitterebbero delle ricadute della riforma fiscale ecologica e proprio la pressione fiscale diverrebbe lentamente insostenibile.

Ricordiamo che i tre argomenti in votazione hanno ottenuto l’appoggio di numerosi parlamentari durante il dibattito alle Camere. In particolare, la tassa destinata a tassare le energie non rinnovabili per alleviari gli oneri sociali è stata approvata dalla maggioranza di deputati e senatori.

L’iniziativa solare è invece appoggiata essenzialmente dalla sinistra e dai verdi, mentre il suo controprogetto, meno incisivo, ha ottenuto consensi anche negli schieramenti borghesi. Nel caso in cui sia l’iniziativa sia il controprogetto fossero approvati, i votanti, grazie a una domanda supplementare, potranno indicare quale dei due argomenti preferiscono.

swissinfo e agenzie

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